The Walt Disney Company è la prima azienda in Italia per reputazione, seguita dalla Ferrero e della Ferrari. Lo afferma l’annuale classifica del Reputation Institute, gruppo internazionale nei servizi di misurazione e consulenza sul settore, secondo il quale solo altri due gruppi italiani (Lavazza e Armani) figurano tra i primi venti. Al quarto posto della Italy RepTrak 2017 figura la Lego, seguita da Amazon, appunto Lavazza, Levi Strauss & Co, Sony, Bmw e Nintendo. Secondo Stefano Cini, managing director di Reputation Institute, nel 2017 la reputazione delle aziende in Italia è cresciuta (+1,2 punti) rispetto all’indice dello scorso anno portando il valore medio al punteggio di 70,8 punti su 100.

«Tale valore, in crescita per il terzo anno consecutivo, dimostra come le aziende abbiano saputo ristabilire rapporti di fiducia con gli italiani ed entrare per la prima volta nella fascia reputazionale considerata forte con un punteggio che va da 70 a 79 punti su 100», conclude Cini. Il 6% della reputazione deriva dal giudizio dell’azienda che sta dietro il prodotto, solo il 34% dal giudizio del prodotto/servizio venduto/erogato. Il segmento con reputazione più alta è quello del beverage (75,1, terzo in classifica). Seguono la Cura Persona (74,8) e il Food (73,8). Il settore bancario – al netto del minimo storico di Monte dei Paschi (28,8) – registra invece una reputazione molto debole.

Fuori dai giochi Apple e Google, protagonisti di scontri commerciali e a colpi di innovazione anche sui fronti di smartphone, tablet e sistemi operativi. Un riferimento c’è ed è quello di Brand Finance Global 500, secondo cui il marchio che vale di più al mondo è quello della multinazionale di Mountain View. Solo alle sue spalle il logo della mela morsicata. Secondo la graduatoria, il valore del brand Google è aumentato nel 2016 del 24% a 109,4 miliardi di dollari, mentre quello di Apple è calato del 27%, mettendo fine a un dominio durato cinque anni. Il marchio più potente è invece Lego, che si riprende il titolo di regina ceduto a Disney nel 2016.

Al terzo posto dei brand con maggiore valore c’è Amazon, Facebook al nono. In Italia il marchio che vale di più è Eni; Ferrari è al quinto posto. «Apple ha incontrato difficoltà a mantenere il suo vantaggio tecnologico» fra il rallentamento dell’iPhone e l’agguerrita concorrenza sul mercato cinese, afferma l’amministratore delegato di Brand Finance, David Haigh. Dopo la prima battuta d’arresto dal suo lancio, le vendite di iPhone sono tornate a salire nel trimestre che si è chiuso in dicembre, spingendo i ricavi a 78,4 miliardi di dollari, un nuovo record storico. Se l’iPhone resta il motore di crescita di Apple, i servizi digitali (come App Store e App Music) conquistano un ruolo sempre maggiore per Cupertino.

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