La fumata bianca della scuola sul contratto per la mobilità degli insegnanti e del personale Ata per il prossimo anno scolastico 2017-2018 è arrivata. Il Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali, fatta eccezione per la Gilda, hanno firmato un accordo e già da oggi i docenti possono fare domanda, fino al 6 maggio, attraverso la piattaforma dedicata (Sidi). Per il personale Ausiliario, tecnico e amministrativo la domanda può essere presentata dal 4 al 24 maggio prossimi. È stato anche sciolto il nodo della cosiddetta chiamata diretta dei docenti: sarà il collegio dei docenti a deliberare, attingendoli da una tabella nazionale, i requisiti professionali richiesti in coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa di istituto.

Per gli insegnanti è snellita la procedura per la presentazione della domanda ed è stato trovato un equilibrio tra nomine in ruolo e mobilità: 60% dei posti vacanti sarà destinato alle immissioni in ruolo dopo i trasferimenti provinciali; 30% ai trasferimenti interprovinciali e 10% ai passaggi di cattedre e ruolo. Eliminato il vincolo triennale per i docenti: potranno richiedere trasferimento tra province diverse. Sono complessivamente sette i punti chiave dell’accordo

Trasferimenti. Possibilità per tutti i docenti di richiedere trasferimento da ambito a scuola, da scuola a scuola, da provincia a provincia. Eliminato il vincolo triennale.

Preferenze. Per il personale docente una sola domanda comprendente sia preferenze provinciali sia interprovinciali: 15 al massimo con il limite massimo di cinque scuole.

Assegnazioni. I criteri di assegnazione dei docenti e de personale Ata a plessi o sezioni staccate vanno stabiliti in contrattazione di istituto.

Graduatorie. Graduatoria interna di istituto unica senza distinzione tra docenti titolari di scuola e docenti titolari di ambito.

Esuberi. Il docente in esubero in provincia non potrà essere trasferito d’ufficio in altri ambiti della regione ma solo all’interno della provincia stessa.

Punteggi. Nella sola mobilità a domanda, sia per la mobilità dei docenti sia del personale Ata, il servizio pre ruolo e di altro ruolo è equiparato al servizio di ruolo.

Vacanze. Il 60% dei posti vacanti sarà destinato alle immissioni in ruolo dopo i trasferimenti provinciali. Il 30% ai trasferimenti interprovinciali e il 10% ai passaggi di cattedre e di ruolo.

Mobilità insegnati e Ata: le reazioni

Soddisfatta la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli per aver chiuso questa partita che, ha dichiarato, «rappresenta il primo importante tassello per l’avvio positivo del prossimo anno scolastico». Stessa reazione anche per i sindacati soprattutto per aver riportato nell’alveo contrattuale la materia. «Si potrà porre rimedio alle tante penalizzazioni subite lo scorso anno dalle docenti e dai docenti», hanno sottolineato Flc-Cgi, Cisl scuola, Uil scuola e Snals in una nota unitaria. Voce fuori dal coro la Gilda che pur apprezzando «lo sforzo della ministra Fedeli di tentare una faticosa mediazione per mitigare temporaneamente gli effetti negativi della riforma», ritiene che non sia bastato per superare le criticità maggiori.

«I cosiddetti criteri oggettivi, cui dovrebbe attenersi il dirigente scolastico per individuare i docenti da impiegare nella propria scuola, non tengono in alcun conto», ha spiegato il coordinatore Rino Di Meglio, «l’esperienza professionale maturata nella disciplina insegnata, mentre vengono valorizzate competenze di semplice carattere organizzativo».

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