Attacchi informatici quintuplicati nel 2017. Sono stati presi di mira i siti istituzionali e le reti delle aziende di servizi essenziali e di trasporti: 1.006 gli attacchi condotti da hacker e cyber criminali contro le cosiddette infrastrutture critiche, da cui dipende il funzionamento del Paese. A rendere noti i numeri è la polizia postale nel bilancio dell’anno appena concluso. Gli alert inviati dal Centro nazionale anticrimine per la protezione delle infrastrutture critiche ai gestori di servizi essenziali sono stati 28.522, un numero cinque volte maggiore rispetto al 2016. Bloccati conti e carte di credito, spesso intestate a money mules, soggetti che offrono la propria identità e diventano i primi destinatari delle somme provenienti dalle campagne di phishing. Individuati e fermati dagli agenti informatici oltre 20 milioni, destinati a finire sui conti delle organizzazioni, e recuperato 862mila euro da bonifici già disposti.
Cybercrimine prende di mira istituzioni e aziende
I siti istituzionali ma anche le reti informatiche delle aziende di servizi essenziali e di trasporti: sono stati allora 1.006 gli attacchi condotti da hacker e cybercriminali nel 2017 contro le cosiddette infrastrutture critiche. A rendere noti i numeri del cybercrime è la polizia postale nel bilancio dell’anno appena concluso, confermando quanto la minaccia cyber sia sempre più insidiosa. E non è un caso che, nell’ultimo Consiglio dei ministri prima di Natale, il governo abbia deciso di nominare il professore Roberto Baldoni, direttore del centro di ricerca Cyber intelligence dell’università La Sapienza di Roma, vicedirettore ad hoc del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), che coordina l’intelligence.
Si tratta di una sorta di zar alla cybersicurezza con il compito di presiedere il Nucleo per la sicurezza cybernetica che ha il compito di prevenire e rispondere alle situazioni di crisi determinate proprio dagli attacchi degli hacker. C’è infatti un altro numero che preoccupa gli analisti. Gli alert inviati dal Cnaipic (il Centro nazionale anticrimine per la protezione delle infrastrutture critiche) ai gestori di servizi essenziali sono stati 28.522, un numero cinque volte maggiore rispetto alle segnalazioni del 2016. Su questo fronte la Postale ha avviato 68 indagini, che hanno portato alla denuncia di 33 persone e all’arresto di due.
E le sempre più evolute tecniche di hackeraggio, sottolinea la Postale, ampliano la platea delle vittime, con le organizzazioni criminali che puntano a intromettersi nei rapporti commerciali tra aziende dirottando le somme verso conti correnti nelle loro disponibilità. Conti, o carte di credito, spesso intestati a money mules. In questo ambito, nel 2017 gli agenti informatici hanno bloccato prima che si volatilizzassero oltre 20 milioni, destinati a finire sui conti delle organizzazioni, e recuperato 862mila euro da bonifici già disposti.










