L’impressione è che il governo Gentiloni sia debole e non abbia la forza necessaria per intervenire sulle due questioni chiave di amnistia e indulto. Se ne parla dall’inizio della legislatura e quattro disegni di legge sono da tempo depositati in commissione Giustizia al Senato in attesa di novità. Sono infatti in attesa di un aggiornamento e unificazione in un testo unico. Tuttavia in maniera progressiva il tema ha perso di posizioni nelle ultime notizie dell’agenda politica. Se non ci saranno accelerazioni nel dibattito parlamentare, sempre più frammentato, si andrà alla fine dell’esperienza di governo senza che le questioni di amnistia e indulto vengano affrontate così come da sollecitazioni europee.

L’appuntamento con le elezioni, a meno di scioglimento anticipato delle Camere, è tra meno di un anno, esattamente a febbraio del 2018. Il caso dell’unico braccialetto anti-stalker attivato e subito dopo revocato è poi arrivato in Parlamento, grazie all’interrogazione della vicepresidente del Partito democratico alla Camera, Alessia Morani. Si tratta di una vicenda che sta catturando l’attenzione del mondo della giustizia, più che i temi sempre caldi di amnistia e indulto. «Ha destato preoccupazione – scrive la deputata ai ministri dell’Interno e della Giustizia – quanto avvenuto in provincia di Venezia: una donna di nome Debora vittima delle violenze dell’ex marito vive da mesi nel terrore di una nuova aggressione».

Ma il tribunale di Venezia, ricorda Morani, ha disposto che lui non debba più indossare il braccialetto elettronico, giudicato troppo invasivo. «Con la revoca del dispositivo – scrive Morani – non vi è più alcun allarme a tutelare la donna laddove l’ex marito si avvicinasse infrangendo il divieto dei 250 metri». Morani ricorda che su 20 braccialetti a disposizione del Ministero solo uno fino a due giorni fa era stato attivato e si trattava proprio di questo caso.

In questo contesto, con il suicidio avvenuto al San Cataldo di Caltanissetta, salgono a quattro i detenuti che si sono tolti la vita in poco più di una settimana. Segno di un disagio crescente che periodicamente rimonta nel mondo difficile del carcere. Una progressione che allarma il Garante dei detenuti, i sindacati di polizia penitenziaria e il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Dall’inizio dell’anno al 28 febbraio, secondo le cifre fornite nel corso del question time, i suicidi sono stati 10. Il guardasigilli, da poco in corsa anche per la segreteria Partito democratico, riferisce i dati degli ultimi tre anni: 43 nel 2014, 39 nel 2015, altrettanti nel 2016. In tutto, 131 morti.

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1 commento

  1. è un peccato prendere in giro tanti italiani si dice o un bel si o un brutto no,in tutto questo mi domando ma il Papa Sua Santità che rappresenta lo Stato cattolico del Vaticano non è stato proprio considerato , io credo che si sono persi i valori umani la cattiveria e la strafottenza di alcuni…….. ha superato i limiti e quindi bisogna andare via dalla nostra nazione.

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