Sull’utilizzo di Internet i numeri sono talmente bassi che l’Italia anche in questo inizio 2017 è penultima in Europa: solo la Romania fa peggio. Tutte le componenti dell’indice Desi sono sotto la media europea, ma rispetto all’anno scorso Bruxelles vede progressi sulla connettività, in particolare attraverso un miglior accesso alle reti di nuova generazione. Resta, appunto, il problema della banda larga fissa, cresciuta solo del 2% nell’ultimo anno, arrivando a 55% contro una media europea del 74%. Quella mobile è invece sopra la media (85% contro 84%). Ma il vero problema è «la bassa performance nelle competenze digitali che rischia di frenare economia e società digitali», scrive la Commissione.

Causa gli scarsi progressi nel settore digitale, a un anno dall’ultima valutazione della Commissione europea, l’Italia resta quindi ancora inchiodata in fondo alla classifica dei Paesi europei più digitalizzati. Si conferma 25esima, davanti a Romania, Bulgaria e Grecia. L’indicatore che ancora non si muove a sufficienza, e che sottolinea il grande divario con l’Unione europea, è il Dasi, che ogni anno misura il percorso dei Paesi verso un’economia e una società digitalizzate. In questo contesto, a Open Fiber vanno i primi 5 lotti della gara Infratel per la banda ultralarga nelle zone grigie, ovvero quelle a fallimento di mercato.

La Commissione della società pubblica a cui è affidata la realizzazione delle reti in fibra ha giudicato congrue le offerte della Fiber Company compartecipata da Enel e Cdp Equity: all’apertura delle buste dello scorso 24 gennaio Open Fiber si era già classificata prima nei 5 lotti, ma con un punteggio elevato tale da distanziare in modo ampio i concorrenti, sia sul fronte economico sia su quello tecnico. L’importo complessivo del bando è di circa 1,4 miliardi di euro suddivisi in modo diverso a seconda dei lotti: 439 milioni per la Lombardia, 388 per il Veneto, 232 per l’Emilia Romagna, 222 per la Toscana e 123 milioni per Abruzzo e Molise. I cittadini interessati dagli interventi previsti in sono 6,5 milioni residenti in 3.000 Comuni italiani.

Open Fiber nel frattempo si è candidata anche per il secondo bando, da 1,2 miliardi, per la realizzazione delle reti nelle aree bianche di 10 regioni (Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia) più la provincia di Trento, per un totale di 3.710 comuni. La società capitanata da Tommaso Pompei di fatto sarà da sola: Telecom Italia non parteciperà alla gara e dai giochi si è sfilata anche Fastweb. A sua volta, però, Telecom va avanti da sola e «assicurerà il servizio ultrabroadband in fibra al 95% delle abitazioni entro il 2019, incrementando e accelerando il proprio piano di copertura».

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