I taxi volanti sono adesso un po’ più vicini alla realtà. Non tanto e non solo per l’ennesimo prototipo che salta fuori. Quanto piuttosto perché dietro a questo nuovo progetto c’è Larry Page, co-fondatore di Google. I numeri sono di tutto rispetto perché il drone Cora, in grado di muoversi sia in verticale come un elicottero e sia in orizzontale come un tradizionale aereo, esibisce un’apertura alare di 36 piedi pari a circa 11 metri. Dalla sua ci sono anche 12 rotori alimentati a batteria e uno più grande al posteriore con cui volare per circa 100 chilometri con uno o due passeggeri a bordo. La velocità che Cora è in grado di raggiungere è pari a 177 chilometri orari e può raggiungere un’altezza di 3.000 piedi pari a 914 metri. E a mettere la firma di garanzia è appunto Page.

Il taxi volante di Larry Page

La rotta è stata già tracciata e le società Kitty Hawk, di proprietà dello stesso Page, e Zephyr Airworks hanno già presentato domanda per l’approvazione dalle autorità neozelandesi per la circolazione aerea del suo drone passeggeri. L’obiettivo è infatti lanciare entro tre anni in Nuova Zelanda il servizio per il trasporto persone. Il progetto viene adesso gestito dall’ex numero uno di Google X, Sebastian Thrun, e prende il nome dalla città del North Carolina dove i fratelli Wright hanno completato il primo volo controllato.

Le possibilità di utilizzo, assicurano i promotori, sono illimitate. Lo scopo non è allora la produzione di velivoli per la vendita, ma la proposizione di un servizio aerotaxi senza pilota.

Perché la Nuova Zelanda? Basta leggere del parole del premier Jacinda Ardern per farsi un’idea. Le loro porte, ha spiegato, sono aperte per le gente con grandi idee da trasformare in realtà. L’azienda punta a creare una partnerhip stabile con la Nuova Zelanda affinché possa diventare la base operativa per testare la prossima generazione di veicoli. Il progetto si inserisce nella strategia carbon zero della Nuova Zelanda con deadline fissata nel 2050. A ogni modo, Larry Page e Kitty Hawk non sono i soli a lavorare a un progetto di questo tipo. Della partita fanno parte anche Boeing e Airbus, ma anche costruttori come Daimler, che ha investito in Volocopter, o Geely.

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