Se c’è un comparto dove appare ancora chiara la classica distinzione tra padrone e lavoratore, tra imprenditore e organizzazioni sindacali. E nel caso della Fca, questa dicotomia è ancora più evidente. Succede adesso che il deus ex machina Sergio Marchionne conferma l’intenzione della Fca trapelata nelle scorse settimane di bloccare la produzione di motori diesel nel 2022 con tutte le ripercussione che ne conseguono a livello di organizzazione aziendale. Ma per il deputato Angelo Antonio D’Agostino la decisione non può essere immediata ovvero deve tenere conto delle ripercussioni sui posti di lavoro. Da qui l’appello pubblico affinché governo, Regioni ed enti locali lavorino insieme per indurre il management di Fiat Chrysler a elaborare un piano di riconversione degli stabilimenti interessati.
In casa Fca di positivo – al di là della querelle con D’Agostino sui posti di lavoro e sulle prospettive aziendali – c’è il mercato delle auto che sorride ai marchi Alfa Romeo e Jeep. Le immatricolazioni sono cresciute nello scorso mese in doppia cifra ovvero del 17,1% e nei due mesi del 20,7% con aumenti significativi nel mese in Italia, in Francia e in Spagna. Pollice in su per Giulia e Stelvio. Jeep registra addirittura un incremento delle vendite del 50,2% a febbraio e del 59,8% nei due mesi, grazie alla nuova Compass che, con oltre 5.700 immatricolazioni nel mes mentre Renegade si conferma tra le top ten del suo segmento. Il marchio Fiat continua poi a farsi rispettare nel segmento A, con quasi 15.400 immatricolazioni di 500 e oltre 13 mila Panda, le due vetture più vendute della categoria, con una quota insieme vicina al 30%.
Ma il mercato cresce solo in Italia
Succede però che al di fuori dei confini nazionali il mercato cresce molto lentamente. Secondo i dati diffusi dall’associazione dei produttori Acea, si registra una crescita nelle immatricolazioni tra il mese di febbraio di quest’anno e quello dello scorso anno, ma il 4% sembra essere al di sotto delle aspettative. Di più: le immatricolazioni di Fca sono ufficialmente in calo in Europa. Le auto vendute dal gruppo nell’Europa dei 28 e nei Paesi Efta a febbraio sono 84.345, il 4,4% in meno dello stesso mese dello scorso anno. Le immatricolazioni dei primi due mesi 2018 sono 169.508 (-1,5%), con una quota del 6,9% a fronte del 7,4%. Sono in calo a febbraio i brand Fiat (-8,8%) e Lancia/Chrysler (-42,2%), mentre continuano a crescere Jeep (+50,2%) e Alfa Romeo (+17,1%)
Come argomentato da Romano Valente, direttore generale dell’Unrae, l’associazione delle case straniere, è prematuro un commento ai risultati delle vendite, certo è che l’Europa dei costruttori si è incontrata a Ginevra la settimana scorsa e il mondo dell’auto ha preso atto che una transizione verso una mobilità più attenta alla sicurezza e all’ambiente è avviata. Il nuovo corso è già tracciato dalla necessità di rispettare l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, nonché il Regolamento europeo che fissa il limite delle emissioni entro il 2020. A suo dire il processo di transizione deve cominciare dal rinnovamento omogeneo del trasporto pubblico con quello privato, con incentivi per le infrastrutture e un sostegno necessario, magari di tipo fiscale.










