Per Forbes Jeff Bezos resta il più ricco al mondo davanti a Bill Gates e Warren Buffett. L’amministratore delegato di Amazon, prima del divorzio, svetta con un patrimonio di 131 miliardi di dollari, 19 in più del 2018. E le prospettive, almeno nelle intenzioni, sono di crescita. Dopo 20 anni di vendite online, Amazon scende nelle strade, quelle in cui aprirà decine di supermercati nelle maggiori città americane. Il primo negozio di prodotti alimentari verrà inaugurato a Los Angeles entro il 2019. Ma trattative sono in corso anche a San Francisco, Seattle, Chicago, Washington e Philadelphia. La nuova catena di Amazon sarebbe distinta da Whole Foods Market, che il gruppo guidato da Jeff Bezos ha acquisito.

Arretra il numero di uno di Facebook: Mark Zuckerberg scende dal quinto all’ottavo posto. Il sito blu deve fare i conti con grane continue. L’ultimo caso? Tutti i Paesi dell’Unione europea e poi Canada, Stati Uniti, Argentina e Brasile. Facebook finiscono di nuovo nell’occhio del ciclone per aver approcciato politici del mondo promettendo loro investimenti e incentivi. Lo scopo? Fare pressione a sostegno delle sue posizioni contro le leggi sulla privacy dei dati. Lo rivela il domenicale britannico The Observer, che in collaborazione con il magazine digitale Computer Weekly riferisce di aver visionato una serie di documenti che rivelerebbero l’operazione segreta di lobbying rivolta a centinaia di deputati e membri di enti in vari Paesi in ogni angolo del mondo.

I documenti pare arrivino da un caso finito nelle aule di tribunale in California e provano come la numero due del social network di maggior successo al mondo, Sheryl Sandberg, considerasse la legislazione sulla protezione dei dati degli utenti in Europa (Gdpr) una minaccia critica per l’azienda. Quel che emerge dal materiale è anche una grande relazione con il primo ministro irlandese Enda Kenny, che viene descritta come una tra le tante amiche di Facebook. Una relazione impropria considerato che l’Irlanda è il Paese che svolge un ruolo centrale nella regolamentazione delle società che operano in campo tecnologico in Europa: il commissario irlandese incaricato per la protezione dei dati agisce infatti per tutti e 28 gli Stati membri.

Ma il numero dei miliardari è in calo

L’esercito dei paperoni si restringe e si impoverisce. Jeff Bezos resta il re del mondo con una fortuna di 131 miliardi di dollari, seguito da Bill Gates e Warren Buffett. Michael Bloomberg, l’ex sindaco di New York e possibile sfidante di Donald Trump nel 2020, è il nono miliardario al mondo, distanziando il presidente americano. Nonostante il balzo di 51 posizioni, il tycoon è solo 715esimo con i suoi 3,1 miliardi di dollari. Fra gli italiani Giovanni Ferrero è il più ricco: è nella top 40 dei paperoni mondiali. Silvio Berlusconi con i suoi 6,3 miliardi, il doppio della ricchezza di Trump, è in 257ma posizione. A fare i conti in tasca ai più ricchi del mondo è Forbes con la sua classifica annuale dei paperoni. Una classifica che rivela come per la seconda volta in dieci anni il numero dei miliardari è in calo, così come la loro ricchezza.

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