Meno di una settimana di tempo per mettersi in regola con il pagamento di Imu e Tasi che vanno in scadenza lunedì 18 dicembre 2017. Si tratta della seconda e ultima rata annuale e non ci sono novità rispetto allo scorso anno: le aliquote sono rimaste invariate – lo impone la legge di bilancio – e la prima casa continua ad essere esclusa dalla tassazione fatti salvi gli immobili di pregio quali ville, castelli e dimore storiche ovvero tutti quei beni classificati dal catasto in categoria A1, A8 e A9. Imu e Tasi gravano solo su seconde case e altri immobili come bar, negozi e uffici.

Per quanto riguarda la Tasi, l’imposta dovuta va divisa tra inquilino e proprietario. Ma se l’inquilino abita nell’immobile affittato e se questo non è una casa di lusso (in questo caso valgono le eccezioni previste per questa tipologia di abitazioni) allora non deve pagare la sua quota. Gode infatti di una esenzione piena come prima casa. La quota che spetta a ciascuno, tra proprietario e affittuario, è indicata nelle delibere comunali. Senza indicazioni ufficiali l’affittuario paga comunque il 10% e il resto il possessore della casa.

Gli immobili affittati con canone concordato hanno uno sconto del 25% sull’imposta dovuta per Imu e Tasi. Le tipologie di affitto con lo sconto sono

  • i contratti agevolati, della durata di 3 anni più 2 di rinnovo;
  • i contratti per studenti universitari oltre i 6 mesi;
  • i contratti transitori (quelli da 1 a 18 mesi), se stipulati nei Comuni nei quali il canone deve essere stabilito dalle parti applicando gli Accordi territoriali. Si tratta delle aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Catania, dei Comuni confinanti con tali aree e degli altri Comuni capoluogo di provincia.

In ogni caso è possibile pagare con modello F24 cartaceo importi superiori a 1.000 euro da parte di soggetti non titolari di partita Iva se non vi sono compensazioni. Imu e Tasi possono essere compensate con crediti per imposte erariali e in tal caso il modello F24 deve essere trasmesso alle entrate con modalità telematiche. Non è invece possibile compensare, nel modello F24, l’importo da versare con crediti relativi a tributi comunali. In questi casi la compensazione può essere eseguita solo con le modalità previste nel regolamento comunale. Gli affitti, una volta fuggiti dai proprietari di casa come un rischio eccessivo, possono diventare ora un affare, per evitare almeno una parte consistente delle tasse sulle seconde case.

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