Ma perché Apple ha speso 400 milioni di dollari? La spesa non si spiega con il fatturato: per Shazam la monetizzazione è sempre stata un problema: l’app ha generato 54 milioni di ricavi nel 2016. Gli obiettivi di Cupertino sono altri. Prima di tutto una maggiore integrazione con Apple Music, per offrire servizi aggiuntivi sulla piattaforma di casa. Si attende poi una maggiore integrazione anche con Siri, l’assistente digitale dei sistemi operativi Apple. E c’è poi una terza motivazione: se la Mela decidesse di spegnere l’app (mantenendo in vita la sua tecnologia sotto le insegne di Apple) priverebbe il concorrente Spotify degli accessi che arrivano sulla piattaforma passando da Shazam. Una mossa che potrebbe valere qualche centinaia di migliaia di accessi al giorno.

Dal punto di vista operativo, è lecito immaginare che la multinazionale della mela morsicata possa sfruttare Shazam per fornire funzioni simili a quelle offerte da Pixel 2, il nuovo smartphone di Google. Quest’ultimo mostra in automatico la canzone che l’utente sta ascoltando senza la necessità di aprire un’app come Shazam. La filosofia di Apple è nota: non è importante arrivare primi, ma farlo meglio. C’è poi Bloomberg a ricordare come questo sia un segmento di business in costante ascesa. La società di Cupertino punta a rafforzarsi con ricavi in crescita e in cui YouTube di Google, controllata di Alphabet, segnerà il 2018 con il lancio di un servizio in streaming per competere con la stessa Spotify oltre che con Apple.

La seconda acquisizione  più cara di sempre

Apple ha dunque acquisito Shazam, l’app fondata in Gran Bretagna a fine anni 90 che riconosce i brani musicali, di film e serie televisive. Le cifre dell’operazione non sono note ma, secondo le indiscrezioni pubblicate da TechCrunch e confermate da indiscrezioni successive, dovrebbero aggirarsi attorno ai 400 milioni di dollari. La somma sarebbe meno della metà della valutazione ottenuta da Shazam nel febbraio 2015, quando il suo valore fu stimano nell’ordine del miliardo di dollari. Ma si tratterebbe comunque della seconda maggiore acquisizione nella storia di Apple dopo quella delle cuffie Beats, per le quali Tim Cook sborsò circa tre miliardi di dollari nel 2014.

«Siamo felici che Shazam e il suo team talentuoso si uniscano ad Apple. Sin dal lancio di App Store, Shazam è stata costantemente una delle app più popolari per iOS», ha commentato l’azienda di Cupertino in una nota dicendo che il suo servizio chiamato Apple Music e Shazam «sono fatti l’uno per l’altra, condividono una passione per la scoperta di musica e per fornire esperienze musicali fantastiche ai suoi utenti».

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