I numeri sono da capogiro perché avevano messo insieme un bottino da cento milioni di dollari, ripulendo i conti correnti di 40.000 vittime. La cyber-gang internazionale, che truffava gli utenti di Internet usando un malware capace di catturare i dati bancari anche di imprese e istituzioni, è stata smantellata da una complessa operazione di polizia, a cui hanno preso parte anche Europol e Fbi, con indagini negli Stati Uniti, in Bulgaria, Germania, Georgia, Moldavia e Ucraina.

Composta da cinque russi ancora in fuga, un bulgaro, un moldavo, e altri hacker arrestati a Pittsburgh, tra gli sfortunati che hanno scoperto i propri conti correnti prosciugati anche uno studio legale di Washington, una chiesa in Texas, un’impresa che produce mobili in California, un casinò nel Mississippi, e una ditta specializzata in asfaltature della Pennsylvania. Il malware usato dai cyber-criminali, entrati in affari tra loro grazie a inserzioni dei forum online, si chiama GozNym, una sorta di “mostro a due teste”, per dirla con le parole degli inquirenti, nato dalla combinazione e dal perfezionamento dei virus Nymaim e Goz.

Sapersi difendere dalla truffe, come fare

Difendersi per cercare di ridurre le possibilità di rimanere vittima delle truffe è possibile. A iniziare dall’adozione di tutte le misure di sicurezza possibile, come cambiare di frequenza la password per i vari accessi online (e non utilizzare sempre le stesse) o attivare l’autenticazione a due fattori per assicurare che solo il titolare dell’account può accedere anche se qualcun altro conosce la password.

E il tutto mentre si muove anche il legislatore con la proposta del nuovo delitto di di frode patrimoniale in danno di soggetti vulnerabili. Alla luce dell’innalzamento delle pene per il delitto di circonvenzione di incapaci, la nuova fattispecie si caratterizza per la minore gravità. Non è prevista la clausola di salvaguardia e il reato è aggravato se il fatto è commesso con strumenti telefonici, informatici o telematici, o avvalendosi di dati della vita privata della persona offesa, acquisiti fraudolentemente o senza il suo consenso.

Il tutto ricordando come si tratti di una proposta di legge per cui manca ancora il disco verde. Il consiglio per difendersi se la truffa si consuma per strada, contattare subito un proprio parente per verificare la situazione o le forze dell’ordine e nel frattempo cercare di attirare l’attenzione di altre persone, magari alzando la voce.

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