Dopo aver a lungo negato di voler arrivare a una integrazione dei suoi principali prodotti di messaggistica, Facebook punterebbe, secondo fonti citate dal New York Times, a mettere in comune le app e i messaggi di WhatsApp, Instagram e Messenger. Il progetto dovrebbe realizzarsi entro l’inizio del 2020. Zuckerberg sarebbe quindi costretto a sovrapporre i servizi per motivi di business: tutte le app crescono di più della piattaforma madre, Facebook. Il numero uno del sito blu, scrive sempre il New York Times, avrebbe ordinato a tutte le app di incorporare la crittografia end-to-end, un passo significativo che protegge i messaggi dall’essere visti da chiunque tranne i partecipanti alla conversazione.

Dopo che le modifiche avranno effetto, un utente di Facebook potrebbe inviare un messaggio crittografato a qualcuno che ha solo un account WhatsApp, per esempio. Al momento ciò non è possibile perché le app sono separate.

Instagram, il social delle foto, è nato il 6 ottobre 2010. Nel giugno 2018 ha raggiunto il miliardo di utenti attivi mensili nel mondo, dei quali 19 miioni in Italia. Il successo è stato amplificato dall’introduzione delle Stories, utilizzate da 400 milioni di persone ogni giorno. WhatsApp, l’app di messaggistica, ha triplicato i suoi utenti da quando è stata acquistata da Facebook: nel 2018 ha superato il miliardo e mezzo di utenti mensili attivi. Ed è diventato anche una delle prove di tradimento più utilizzate nelle cause di divorzio. Messenger è l’app di messaggistica collegata direttamente al profilo di Facebook. Oltre a una nuova interfaccia, la grande novità del 2019 – così come per WhatsApp – sarà la possibilità di effettuare pagamenti tra contatti con un clic.

Sette giorni senza social. Un’impresa impossibile per molti. Contando che possiamo usare sms, email e chiamate, sembra difficile crederci: nel pensiero comune i social network come Facebook ma anche le chat tipo WhatsApp non sono così indispensabili. Uno studio austriaco, però, ha dimostrato il contrario. Sembra che l’uso prolungato di questi strumenti crei una dipendenza tale da indurre sintomi simili a quelli provocati dall’astinenza da droghe quando la connessione a Internet viene a mancare. I ricercatori delle università di Krems e Vienna, sono partiti contattando più di mille persone di età superiore ai 18 anni. A tutti è stato proposto di restare lontani dai social per una settimana. solamente 152 hanno accettato di prendere parte all’esperimento.

Risultato? Ansia, noia e cambiamenti di umore, uniti al fatto che quasi il 60% dei partecipanti non ha resistito e ha sbirciato almeno una volta WhatsApp e Facebook prima dei sette giorni.

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