Era il 12 marzo del 1989 quando un giovane ricercatore inglese del Cern di Ginevra, Tim Berners Lee, propose agli scienziati un nuovo protocollo di condivisione dati: aveva appena cambiato il mondo, aveva appena inventato il web. Ieri, proprio nel più importante laboratorio di ricerca sulla fisica delle particelle, si sono festeggiati dunque i trent’anni di vita della Rete. Si è brindato e sorriso, ma è stato proprio Berners Lee a mostrare una profonda preoccupazione per la strada che sta percorrendo la sua creatura: questo non è il web desiderato. Bisogna diventare responsabili, servono persone che studino la matematica, che misurino e controllino come gli utenti interagiscono, ha detto, temendo che il web possa portare a una rivoluzione sociale che ne stravolga il senso originario.

Il problema dunque è soprattutto legato alle relazioni tra persone e qui Berners Lee invita tutti a lavorare per una riforma che definisca tra le altre cose il confine tra libertà di espressione e parole di odio. Ovviamente si è parlato molto anche degli infiniti benefici che la Rete ha portato nelle vite di tutti noi, come ha sottolineato la direttrice generale del Cern, Fabiola Giannotti: i vantaggi superano di gran lunga gli aspetti negativi. La ricerca e la conoscenza non si possono fermare per la paura che qualcuno ne possa fare un uso sbagliato. Di ieri anche i dati di una ricerca condotta dalla Cisco: il 37% degli italiani non saprebbe più vivere senza Web.

Dalle nostre parti, il 49% degli italiani è convinto che chiunque possa diventare famoso e sono 9,7 milioni quelli compulsivi nell’uso dei social network. È quanto emerge dalla ricerca “Miti dei consumi, consumo dei miti” realizzata dal Censis in collaborazione con Conad. Riguardo ai consumi l’orientamento prevalente è quello di comprare i prodotti che fanno stare bene – si spiega nella ricerca – che consentono al consumatore di dire qualcosa di sé e che lo gratificano. E se i consumi non ripartono, continua l’indagine, non dipende solo dai redditi stagnanti e dall’incertezza.

Se la società è incattivita e ostile, tanto vale pensare a me stesso e alla mia famiglia: ecco la radice egoistica dell’egopower. Crescono quindi i cosiddetti free from come i prodotti senza lattosio (+8,5% in valore nel periodo gennaio-agosto 2017-2018 nei negozi Conad) e gli integratori (+3,3%). Per quel che riguarda l’uso dei social, 12,4 milioni di italiani sono pragmatici, cioè li usano per ampliare i propri circuiti relazionali e 13,2 milioni sono spettatori nel senso che leggono con regolarità i post e guardano le foto degli altri, ma intervengono poco o niente. Inoltre, nell’ultimo anno 18 milioni di persone hanno fatto acquisti stimolati dalla pubblicità sui social e 7,7 milioni quelli che l’hanno fatto perché consigliati da un influencer.

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