Google Plus, il social network lanciato il 28 giugno 2011 dal motore di ricerca, chiuderà i battenti il 2 aprile, ma già da ieri non è più possibile aprire nuovi profili. Nato per far concorrenza a Facebook, G+ non è mai entrato nel cuore degli utenti. La chiusura è stata motivata non solo dalla scarsa adesione, ma anche dalla scoperta di una importante falla di sicurezza del sistema: un bug che ha esposto i dati sensibili di circa 500.000 utenti. Google ha messo ora a disposizione una guida per gli utenti che fossero interessati a recuperare i propri contenuti dal social network (immagini, post e informazioni) prima della chiusura. Tuttavia la piattaforma continuerà a funzionare per gli utenti aziendali. Significa che chi ha attivato un account Google Plus collegato alla G Suite può proseguire a usarlo.

Qualche informazione in più sulle strategie della società di Mountain View e sul posizionamento nel mondo dei sociali potranno arrivare in occasione del Google I/O 2019, la nuova edizione del tradizionale appuntamento con gli sviluppatori. Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. Google ha fissato le date: da martedì 7 a giovedì 9 maggio allo Shoreline Amphitheatre di Mountain View, in California. Google+ a parte, tra le attese per il nuovo sistema operativo Android 10 Q, le prime indiscrezioni affidabili sulla nuova coppia di Pixel, la società statunitense sta aggiornando il sito ufficiale prima di procedere al rinnova dell’app, anche in italiano, per seguire in streaming il keynote di apertura e in generale l’evento con le sue 150 ore di sessioni tecniche.

Già, perché l’evento inaugurale può essere seguito in real time ovvero in diretta streaming gratuita da smartphone, tablet e PC proprio attraverso la stessa piattaforma web allestita da Google o scaricando e installando l’app gratuita. Ma c’è ancora tempo perché queste sono ancora le settimane delle anticipazioni Google I/O 2019. Come ogni anno le principali attenzioni sono catturate dall’aggiornamento di sistema operativo Android 10 o Android Q. Si tratta naturalmente di un nome in codice e non ancora non sappiamo cosa si nasconda dietro la P che, ricordiamo, è la lettera progressiva degli aggiornamenti software. Sul versante delle funzionalità la rotta è stata tracciata con le prime release di prova di Android 10 Q per i dispositivi Pixel ovvero i device made in Google.

Ed è inevitabile che al centro delle discussione e delle novità c’è anche il nuovo traguardo del 5G, pronto a diventare il nuovo standard di connettività anche in Italia. Spazio poi all’intelligenza artificiale a bordo di Google Assistant, Google Translate e Google Lens ovvero la funzione che riconosce in automatico gli oggetti e del sistema operativo dedicato ai dispositivi wearable. Potrebbero poi arrivare conferme sul percorso di unificazione tra Chrome OS e Android, di cui si vocifera da molto tempo ma per ora senza risultati. Sono attese sorprese anche sul fronte della realtà virtuale, anche in questo 2019 trend da seguire con attenzione, come dimostrato dal fermento intorno all’imminente Mobile World Congress di Barcellona.

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