Basta like alle foto e commenti ai post degli amici in orario di lavoro. La Cassazione infatti ha confermato il licenziamento disciplinare di una segretaria part time in uno studio medico, che in 18 mesi si era collegata dal computer del suo ufficio 4.500 volte a Facebook. Il titolare le aveva contate attraverso la cronologia del computer: in generale gli accesi a Internet erano stati 6.000, “per durate talora significative”.

E questo è bastato come prova del fatto che la segretaria non meritasse più la sua fiducia, tanto da far scattare la sanzione estrema. La Sezione Lavoro della Cassazione, nella sentenza 3133, si limita a confermare quanto stabilito dalla Corte d’appello di Brescia – che ha ritenuto la gravità del comportamento in “contrasto con l’etica comune” tanto da incrinare il rapporto – liquidando in poche paginette il ricorso dell’avvocato dell’ex segretaria, che si appellava alla tutela della privacy e alla inammissibilità delle prove. La donna invece sosteneva che il licenziamento sarebbe stato deciso in seguito alla richiesta fatta per godere della legge 104 per prendersi cura della madre malata.

Stava troppo su Facebook, licenziamento confermato

Attenzione a non esagerare con i social network sul posto di lavoro. La Cassazione ha confermato in via definitiva il verdetto d’appello pronunciato nei confronti della segretaria di uno studio medico accusata di aver effettuato 6.000 accessi al web di cui 4.500 su Facebook in 18 mesi. La donna era stata licenziata dal suo datore di lavoro proprio per quel troppo tempo passato sui social, anziché concentrarsi sulle mansioni lavorative a lei affidate nello studio professionale. Il licenziamento era stato confermato in Appello e adesso anche in Cassazione, divenendo, così, definitivo, e da monito a chi ha il clic facile sul posto di lavoro.

A 15 anni dalla sua nascita in un dormitorio di Harvard, Facebook è diventato il primo social network al mondo, con oltre 2 miliardi di utenti. Il 4 febbraio del 2004 Mark Zuckerberg metteva online l’embrione di Facebook. Oggi, la società è onnipresente nella quotidianità di un quarto della popolazione globale, vale 500 miliardi di dollari in Borsa e guadagna 22 miliardi di profitti annuali. A 34 anni, il fondatore e ceo Zuckerberg viene pagato con un salario simbolico di un euro all’anno, ma la sua quota nella società lo ha reso fra le persone più ricche al mondo, con un patrimonio di 62 miliardi di dollari. Un successo che va di pari passo con le ombre di scandali e rivelazioni che hanno coinvolto Facebook negli ultimi due anni, relativi alla privacy e ai metodi usati dal social network.

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