Facebook è stata condannata dal Tribunale di Roma per violazione del diritto d’autore e diffamazione in una causa intentata da Mediaset. Per la prima volta un giudice ha ritenuto illegittimi i link ai cosiddetti contenuti esterni non autorizzati. La vicenda prende il via nel 2012, quando utenti anonimi aprono una pagina su Facebook dedicata a Kilari, cartone animato per adolescenti trasmesso da Italia 1. Alcuni link della pagina conducevano a episodi, sui quali vige il copyright, caricati senza autorizzazione su YouTube. Altri contenevano insulti e commenti denigratori indirizzati all’interprete della sigla della serie animata, circostanza da cui è scaturita un’ulteriore condanna per diffamazione a carico del social network.

Al di là dei confini nazionali, Facebook sta negoziando con l’ente regolatore del commercio degli Stati Uniti una sanzione da due miliardi di dollari per violazione degli impegni di protezione dei dati personali dei suoi iscritti. La multa record permetterebbe al social network di evitare un nuovo processo, hanno riferito il Washington Post e il New York Times. A fine marzo 2018, l’ente aveva annunciato che avrebbe indagato sulla protezione dei dati personali da parte di Facebook, dopo lo scandalo mondiale di Cambridge Analytica. La Federal Trade Commission esamina se il social network abbia violato l’accordo firmato nel 2011, che gli ha permesso di evitare azioni legali. Facebook è stato accusato di aver ingannato gli utenti sostenendo che le informazioni personali sarebbero rimaste riservate mentre venivano divulgate a terzi.

Dalle nostre parti, è in fase di esame la decisione del Garante per la protezione dei dati personali ed è attesa a breve una risposta dettagliata. Dalle parole di un portavoce Facebook emerge la posizione della società del più famoso social network rispetto alla comunicazione del Garante per la Privacy che ha ritenuto illegittimo il trattamento di dati personali dei cittadini italiani realizzato da Facebook attraverso il prodotto. Nel mirino è finito “Candidati”, il servizio installato sulla piattaforma del social network in occasione delle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Quanto al servizio contestato, ricorda ancora il portavoce, “Candidati” è stato lanciato lo scorso anno, in vista delle elezioni politiche 2018 in Italia, ed è stato uno strumento pensato per favorire il coinvolgimento delle persone nelle elezioni e far conoscere meglio i partiti e i candidati locali.

Contrastare le interferenze esterne nei processi elettorali nell’Unione europea: è lo scopo dei nuovi strumenti che Facebook lancerà nel mese di marzo in vista delle elezioni europee, per cercare di dare una risposta alle preoccupazioni espresse dalla Commissione europea dopo il caso Cambridge Analytica. A darne l’annuncio a Bruxelles il responsabile per gli affari globali di Facebook, Nick Clegg che ha precisato che chi vorrà pubblicare le inserzioni politiche su Facebook dovrà prima essere autorizzato dal gruppo.

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