Non ha più il potere di concedere amnistia e indulto, ma il presidente della Repubblica, anche perché al vertice del Consiglio superiore della magistratura, è sempre molto attento al sistema della giustizia italiana, situazione delle carceri incluse. Ebbene, in un periodo in cui la commissione Giustizia al Senato, in cui sono ferme quattro proposte di legge su amnistia e indulto in attesa di essere aggiornati e unificati, Sergio Mattarella è pubblica intervenuto spiegando che «a nessuno, tantomeno ai giovani deve essere tolta la possibilità di riabilitarsi». Si tratta di una presa di posizione che è stata accolta favorevolmente da chi l’ha ascoltato in diretta.

Il presidente della Repubblica ha lanciato l’appello in un videomessaggio trasmesso a Poggioreale in occasione della proiezione in anteprima di Robinù, il film documentario di Michele Santoro. «Il carcere – ha ammonito il Capo dello Stato – non è e non deve mai essere il luogo dove viene negata la speranza». Ed è per questo che il presidente ha chiesto allo Stato di sviluppare un sistema di pene alternative, anche senza entrate nel vivo dei temi di amnistia e indulto, domandando anche l’impegno di tutta la società civile perché «chi esce dal carcere non sia un isolato ma torni a sentirsi a pieno titolo cittadino e membro della nostra comunità nazionale. Cambiar vita è possibile ed è l’unica strada positiva».

Certo, ha premesso Mattarella che come da Costituzione può con proprio decreto concedere grazia e commutare le pene, il carcere a volte è «una necessità non derogabile, ma si tratta anche di una sconfitta del sistema educativo e dello Stato quando in prigione finiscono giovani in difficoltà». Dell’importanza dell’educazione, Mattarella ha parlato anche nella sua visita a Bergamo. «L’istruzione, l’apprendimento, la cultura – ha spiegato all’inaugurazione dell’anno accademico – sono la misura delle opportunità che si hanno nella vita per realizzarsi, per contribuire da protagonisti alla vita collettiva. E questa cultura è quella che qui si fa crescere».

Le università, ha ricordato il presidente della Repubblica, hanno come obiettivo quello di essere il fulcro di una società che si articoli in tanti segmenti che «non sono isole ma parte di una collaborazione, di una vera comunità. Il nostro Paese ha bisogno di diventare sempre più una comunità che si avverte come tale». Mattarella non ha mai citato l’appuntamento elettorale del 4 dicembre ma ha sottolineato l’importanza delle testate locali che sono «molto preziose, non soltanto per il numero dei lettori, che è molto grande, ma perché danno un contributo al rafforzamento del nostro Paese nel cercare di farlo diventare sempre di più una comunità».

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