Che sia cartacea o elettronica, le lettere dei detenuti non possono essere intercettate. La sfera privata va tutela e le missive devono rimanere segrete tra mittente e destinatario. A metterlo nero su bianco è stata la Corte costituzionale, secondo cui la corrispondenza dei carcerati è sacra e non può essere sbirciata da alcuno, a meno che non sia stata stata sequestrata. In un periodo in cui le questioni di amnistia e indulto entrano ed escono dal dibattito politico politico ovvero dal tavolo della riforma della giustizia, i giudici della Consulta si esprimono su un tema chiave. A invocare una pronuncia sulla base delle nuove disposizioni in materia di visto di controllo sulla corrispondenza dei detenuti e delle norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà era stata la Corte di assise di appello di Reggio Calabria.

La ragione è semplice: le leggi permettono di intercettare le telefonate e altre forme di telecomunicazione ma non le lettere ricevute in carcere. Una contraddizione? Non per la Corte costituzionale, secondo cui la corrispondenza non può essere aperta. Ma come messo nero su bianco dai togati, ciò non vuol dire che lo stesso legislatore, in osservanza dei canoni di ragionevolezza e di proporzionalità, “non possa prevedere forme di captazione occulta dei contenuti che non interrompano il flusso comunicativo, come già accaduto per le comunicazioni telematiche e informatiche“.

Ma si tratta di delicate scelte discrezionali, “non costituzionalmente necessitate, che, come tali, rientrano a pieno titolo nelle competenze e nelle responsabilità del legislatore e non in quelle di questa Corte, il cui compito precipuo è vigilare affinché il bilanciamento, fissato dalla legge, tra contrapposti diritti e interessi costituzionali risponda a principi di ragionevolezza e proporzionalità“.

Messe allora da parte le questioni di amnistia e indulto, dove si concentra adesso l’attenzione della commissione Giustizia del Senato, dove sono appunto depositati quattro disegni di legge in attesa di aggiornamento e unificazione in un testo unico su amnistia e indulto? Nella prossima settimana sono sotto esame l’assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell’Unione europea, le modifiche al codice di procedura civile, le modifiche in tema di procedibilità del delitto di atti sessuali con minorenne, la diffamazione, la demolizione di opere abusive, le Camere arbitrali dell’avvocatura, le disposizioni sul cognome dei figli l’accesso del figlio alle informazioni sull’identità dei genitori. E ancora: l’affidamento condiviso, le disposizioni per l’albo degli statistici, l’istituzione della Commissione inchiesta Il Forteto, le norme in materia di induzione al matrimonio mediante coercizione.

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