L’esperto di computer Roger Eglin ha recentemente presentato un’applicazione smartphone che aveva sviluppato per aiutare i pazienti affetti da morbo di Parkinson, un programma progettato per combattere uno dei sintomi più comuni la difficoltà di espressione verbale che aumenta solitamente con l’aumentare della degenerazione.

Le persone con Parkinson spesso non si rendono conto del loro modo di parlare, in questo modo la comunicazione tra loro e gli altri diventa sempre più difficile e i pazienti si sentono sempre più isolati e soli. In buona sostanza l’applicazione li allena a parlare più forte e più chiaro, aiutandoli così a mantenersi in contatto con il resto della società.

L’obiettivo per Eglin, che docente presso la Portsmouth University, è stato quello di aiutare la vita delle persone con Parkinson, a lui stesso diagnosticato nell’agosto dello scorso anno, mentre l’appplicazione era ancora in fase di lancio. Il cinquantatrenne inglese non è ovviamente solo, una persona su cinquecento nel Regno Unito ha il morbo di Parkinson – per un totale di 127.000 individui – e 7,5 milioni in tutto il mondo. La malattia degenerativa, causata dalla morte delle cellule cerebrali, produce sintomi che includono tremori, lentezza dei movimenti, problemi di linguaggio e difficoltà a camminare.

L’app si propone di affiancarsi e sostenere il lavoro del logopedista, per sopperire al tempo limitato delle sedute di terapia. Correggere infatti la mancanza di volume e la riconoscibilità delle parole è il primo passo per rimanere agganciati al mondo.

Lo stesso Eglin vede ovviamente i suoi studi e la sua applicazione in una prospettiva molto differente adesso: “Ora mi rendo conto che l’applicazione non è così facile da usare come dovrebbe essere. Ho bisogno di aggiungere un gioco per convincere la gente ad iniziare a utilizzarlo”.
Oggi Eglin si sta curando con L-Dopa che, ha dichiarato, aver migliorato i suoi sintomi, la sua aspettativa di vita è oggi di dieci anni “È un sacco di tempo per migliorare l’applicazione, se non altro”.