Il braccio robotico dell'Istituto Sant'Anna
Il braccio robotico dell'Istituto Sant'Anna

Wearable robotics è il progetto di un gruppo di ricercatori del Laboratorio Percro dell’Istituto Tecip della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che ha vinto il premio Gaetano Marzotto a Valdagno (VI) nel settore “Impresa nel futuro”.

Il riconoscimento è stato attribuito per aver sviluppato un esoscheletro robotico che promette di migliorare la qualità della vita a molte persone con difficoltà a livello motorio, in particolare agli anziani. Scelto tra 458 altri progetti in gara, la particolarità di questo braccio robotico è che si indossa proprio come se fosse un capo di vestiario ed è in grado di aumentare la forza delle braccia. La struttura, quindi, non sostituisce l’arto, ma lo potenzia.

I creatori di Alex (così è stato ribattezzato il robot) sono Basilio Lenzo, Alessandro Filippeschi e Fabio Salsedo. Il progetto persegue l’obiettivo di rivoluzionare la vita delle persone che hanno difficoltà nei movimenti migliorando le prestazioni motorie e riducendo le difficoltà quotidiane. Il meccanismo prevede che la struttura sostenga dapprima il 100% del peso dell’arto; a poco a poco la percentuale diminuisce finché il paziente non diventa nuovamente autonomo e indipendente dalla struttura. A livello psicologico, il degente avrà davvero la sensazione di fare ogni giorno grandi progressi.

Il consumo di elettricità, inoltre, è ridotto al minimo da un sistema di molle che permette di tenere sollevati gli oggetti senza sprechi di energia. Non solo. Il braccio, seguendo i movimenti delle articolazioni, può aiutare anche chi non ha alcun problema articolare a compiere gesti degni di un supereroe. “Tutti alzano cinque chili con una mano”- afferma Lenzo – “ma farlo per otto ore è un’altra cosa”. Ora, i tre ricercatori hanno fondato uno spinoff del Sant’Anna che si occuperà di vendere l’esoscheletro e lanciarlo sul mercato.

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