Continua a rimanere alta l’attenzione sulla fatturazione a 28 giorni anziché con cadenza mensile. Senza troppe differenze sono coinvolti sia gli operatori telefonici Vodafone, Fastweb, Wind, Tim e 3 Italia e sia il canale satellitare Sky. Ebbene, il governo ha preso posizione sulla questione tariffe e la battaglia in corso tra aziende, consumatori e Authority. Il ministero dello Sviluppo Economico sta infatti valutando un intervento normativo, visto che gli operatori di telefonia e di pay TV hanno e modificato la cadenza delle fatturazioni, ha argomentato la responsabile per i Rapporti con il Parlamento. Il risultato è un aggravio dei costi per i consumatori, stimato intorno all’8,6%, che deriva da un comportamento considerato “scorretto” dall’esecutivo.

Tornano le fatture mensili?

Il tema è molto sentito dai consumatori: gli operatori hanno di fatto convertito le precedenti offerte con validità un mese, riducendone la durata senza però variare – in molti casi – il costo: in questo modo a parità di tariffa il cliente si ritrova a pagare nel corso di un anno il corrispettivo per quasi un mese in più (i 29 giorni che mancano su 365 sommando 12 rinnovi di 28 giorni l’uno). Questa è diventata ormai la modalità standard: quindi aumenta il numero dei pagamenti ma nella maggior parte delle situazioni aumenta anche l’esborso richiesto. Nel caso della telefonia l’offerta comprende normalmente i minuti di traffico voce e i GB di navigazione Internet.

Il ministro ha riconosciuto che questa prassi genera un aggravio dei costi per i consumatori, ma il governo ritiene che l’omogeneità delle condizioni contrattuali in materia di trasparenza e di base temporale per il calcolo dei costi da fatturare debba essere un obiettivo da perseguire. Sul tema si è già attivata l’Autorità delle Comunicazioni, come ha ricordato lo stesso ministro. L’Agcom è intervenuta con misure di carattere generale in materia di conoscibilità del credito residuo e anche di cadenza della fatturazione e rinnovo delle offerte da parte degli operatori di telecomunicazione. Stando alla delibera di marzo dell’Autorità per le comunicazioni, solo i contratti di telefonia mobile potevano ricorrere alla scadenza a quattro settimane, per la linea fissa invece il tempo minimo coincideva con il mese.

Agli operatori la regola non è piaciuta ed è scattato il ricorso al Tar. Sospensiva accolta a giugno, fissando al prossimo 7 febbraio la data per il giudizio. L’attivismo dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni potrebbe dunque non bastare. Per questo l’esecutivo sta valutando segnalazioni specifiche all’Antitrust e un apposito intervento normativo a supporto dei suddetti obiettivi. Questa è la situazione attuale:

  • Vodafone. Anche per le sue offerte nel fisso il mese è lungo 28 giorni.
  • Fastweb. Da maggio fattura le offerte fisse a quattro settimane.
  • Tim. Fattura a 28 giorni sulle linee fisse con bollette a 56 giorni.
  • Wind e 3 Italia. I due operatori hanno i 28 giorni nel fisso, ma nel mobile tornano ai 30.
  • Sky. Introduce i 28 giorni però in cambio rende gratuiti alcuni servizi.

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