Vodafone è il primo operatore ad abbandonare la fatturazione a 28 giorni e a tornare a quella mensile. E apparentemente senza condizioni. La promessa arriva dallo stesso amministratore delegato Aldo Bisio, ammettendo che aver ridotto il ciclo di fatturazione ha coinciso con un amento dei prezzi. In occasione di una dettagliata conversazione con il Corriere della Sera, ha spiegato come una mossa di questo tipo – che ha coinvolto anche gli altri operatori Tim, Wind, 3 Italia, oltre al Sky per quanto riguarda la Pay TV – è stata poco trasparente. Per questa presa di coscienza sono stati decisivi i confronti con l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e l’esecutivo.

Vodafone torna alle bollette ogni mese

Non ha indicato i temi e probabilmente non era quella la sede appropriata per fissare i dettagli, ma Bisio ha testualmente affermato il ritorno alla fatturazione precedente da parte di Vodafone: “Sono investimenti ingenti, abbiamo avviato i lavori e lo faremo rapidamente”. Ricordando come sono interessati linea fissa, fibra ottica e Adsl e non le tariffe per cellulari, siano esse in abbonamento o per ricaricabili, l’amministratore delegato di Vodafone ha voluto comunque far presente come la fatturazione a 28 giorni era comunque un’operazione legittima nel quadro di un mercato liberalizzato e con i prezzi tra i più competitivi del vecchio continente.

Le richieste degli operatori: no ai rimborsi

Solo pochi giorni fa erano trapelate le condizioni che gli operatori avrebbero avanzato per tornare alla fatturazione ogni mese: una sorta di condono per scongiurare la fuga di clienti. Stando così le cose, gli utenti si trovano a pagare ogni anno 13 bollette anziché 12. I gestori non vogliono rinunciare ai ricavi maggiori e per farlo non rimane altra strada che aumentare i prezzi. Qualcuno di loro potrebbero però non applicare gli aumenti tariffari e da qui la condizioni avanzata di non consentire alcun diritto di recesso agli clienti per evitare una emorragia incontrollata con conseguente calo dei guadagni.

Sulla base di quanto sta emergendo in queste ultime ore, l’Agcom non sembra comunque intenzionata ad accogliere questa eventuale richiesta e insiste nel chiedere all’esecutivo una modifica della norma che limita l’importo delle multe che può comminare. Rispetto al fatturato di oltre un miliardo di euro con la bolletta a 28 giorni, la sanzione massima applicata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è di poco superiore al milione di euro per ogni singola offerta dei vari gruppi.

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