Questa volta ci siamo e lo strumenti scelto per imporre il cambio di fatturazione da 28 giorni a un mese è la manovra. Saranno coinvolte le bollette di linee fisse, fibra ottica, Adsl e pay TV. Ma non le tariffe per cellulari, quelle potranno continuare ad avere la cadenza ogni 4 settimane. Ma per i consumatori si prospettano due docce gelate. Le nuove regole valgono solo per il futuro e di conseguenza gli utenti non potranno avanzare richieste di rimborso. In seconda battuta, il passaggio alle nuove tempistiche comporta la ricezione di 12 anziché 13 bollette. Ed è verosimile credere che per compensare le mancate entrate, gli operatori telefonici alzeranno il livello medio dei prezzi delle tariffe. Per Tim, ad esempio, trapela un surplus del 10%.

Cosa cambia con le nuove regole

Dovrebbe allora arrivare con la legge di Bilancio, o al limite con il decreto fiscale, la soluzione alla fatturazione a 28 giorni adottata da compagnie telefoniche e pay TV e che ha causato notevoli polemiche tra gli utenti e le associazioni dei consumatori. Contro la decisione di ridurre da un mese a 4 settimane il periodo degli abbonamenti, riduzione che porta da 12 a 13 gli addebiti in un anno, si era già pronunciata l’Agcom, senza finora cambi di linea da parte degli operatori. Il ministro dello Sviluppo economico ha assicurato che nella manovra entrerà una misura per fermare la fatturazione a 28 giorni. Sarà pro futuro cioè non andrà a incidere sul pregresso. Tre, in particolare, gli aspetti da segnalare:

  • Il divieto. Il cambiamento al decreto fiscale prevede il divieto per tutti i settori soggetti ad authority indipendenti, di emettere fatture a 28 giorni. L’obiettivo non solo è fermare chi già adotta questo sistema di fatturazione, come le telecomunicazioni o le pay TV, ma anche per evitare che altri lo utilizzino.
  • Le sanzioni. Il testo fissa il raddoppio delle sanzioni, che andranno da 500mila euro a 5 milioni oltre al pagamento di un indennizzo forfettario, non inferiore a 50 euro, in favore di ciascun utente interessato dalla illegittima fatturazione.
  • Nessuna retroattività. Le nuove disposizioni, ha precisato il ministro dello Sviluppo economico, saranno applicabili per il futuro. La proposta sarà discussa dalla commissione Bilancio del Senato nella seduta del 7 novembre.
  • Anche i tecnici dell’esecutivo sono al lavoro e non è detto che la proposta finale avrà esattamente i confini della proposta parlamentare. Anche perché restano da vedere le mosse degli operatori che potrebbero comunque cercare una soluzione di anticipo, allo scopo di evitare che la questione diventi un obbligo di legge. Delusi i consumatori, visto che se norma sarà in ogni caso non potrà essere retroattiva: senza indennizzo, spiega l’Unione consumatori, saranno costretti a intraprendere migliaia di azioni legali.

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