Rimane aperta fino alla fine del mese di aprile la consultazione del Ministero dello Sviluppo Economico fra gli operatori per individuare le aree grigie in cui risiede il 69% delle aziende italiane. Nel mirino ci sono lo sviluppo e la diffusione di Adsl veloce e fibra ottica. Numeri alla mano, il servizio copre adesso 1.800 Comuni e il 61% della popolazione, ma gli utenti effettivi sono 2,3 milioni. Quali sono allora i progetti e le prospettive di Vodafone, Wind Tre, Tim, Fastweb, Enel, cinque tra i player più importanti?

Vodafone

Vodafone Italia dichiara una quota del mercato in fibra pari al 22%. A febbraio 2017 la compagnia guidata in Italia da Aldo Bisio offre il servizio in fibra in 527 città per un totale 11,7 milioni di famiglie e imprese. Vodafone offre la fibra fino a 1 GB al secondo a Milano, Bologna, Torino e Perugia, in virtù della partnership con Open Fiber. Più esattamente, Vodafone dichiara di aver portato la fibra con una velocità di 1 GB al secondo nei distretti industriali di Moncalieri (Torino), Cologno Monzese (Milano), Carpi (Modena), Modena, Forlì Ospedaletto (Forlì-Cesena), Modugno (Bari), Surbo (Lecce) e Arzano (Napoli).

Wind Tre

Wind Tre ha una partnership con Open Fiber per lo sviluppo della rete in fibra Ftth (Fiber to the Home). Complessivamente l’azienda sta coprendo 13 città italiane. Milano, Bologna, Torino e Perugia sono state già raggiunte dal servizio. Tra le altre, in via di copertura, figurano Bari, Genova, Palermo, Venezia, Padova, Cagliari, Catania, Napoli e Firenze. Nelle città coperte sarà possibile navigare fino a 1 GB. Wind Tre ha l’obiettivo di estendere la partnership con Open Fiber anche ad altri 80 centri urbani. Alla fine del 2017 la fibra Wind Tre sarà disponibile per circa 2,2 milioni di abitazioni.

Tim

Tim, nell’arco di Piano triennale 2017–2019, ha dichiarato di investire in Italia 11 miliardi di euro, di cui 5 dedicati all’accelerazione dello sviluppo delle reti ultrabroadband. L’ex monopolista ha raggiunto oltre il 60% dell’Italia con la fibra ottica con oltre 14 milioni di abitazioni in circa 1.800 Comuni. L’obiettivo di copertura del 95% della popolazione italiana con connessioni ultrabroadband sarà raggiunto alla fine del primo semestre del 2018, mentre nel 2019 la copertura salirà al 99% anche con il contributo di tecnologie wireless. Negli ultimi due anni la copertura del Paese in banda ultralarga fissa di Tim è passata dal 24% al 60% e ogni mese vengono connesse circa 500mila nuove unità immobiliari.

Alla fine del Piano triennale, inoltre, Tim avrà cablato le 50 maggiori città italiane in tecnologia Ftth, che abilita connessioni fino a 1 GB al secondo. Di queste città, 29 saranno cablate da Flash Fiber, la joint venture controllata all’80% da Tim e partecipata al 20% da Fastweb. In totale le abitazioni coperte da Flash Fiber saranno 3 milioni con un investimento di 1,2 miliardi di euro.

Fastweb

Fastweb, società facente parte del gruppo Swisscom da settembre 2007, lo scorso anno ha esteso la copertura della propria infrastruttura in fibra a 1,2 milioni di famiglie e imprese, raggiungendo un totale di 7,5 milioni, di cui 2,2 milioni con tecnologia Ftth e 5,3 milioni con tecnologia Fttc (Fiber to the Cabinet, con sistema misto fibra-rame). Inoltre, grazie alla tecnologia Vplus, Fastweb dichiara di aver raddoppiato la velocità di navigazione fino a 200 Megabit per secondo su tecnologia Fttc, mentre a dicembre ha lanciato connessioni con velocità fino a 1 GB su tecnologia Ftth. Fastweb fornisce i propri servizi in fibra in 127 città, di cui 30 nuove nel 2017.

Sempre nel 2016 la società ha annunciato un’ulteriore espansione del piano ultrabroadband per il 2020 con l’obiettivo di raggiungere 13 milioni di famiglie e imprese in banda ultralarga, di cui 8 milioni con tecnologia Fttc e 5 milioni con tecnologia Ftth. I 3 milioni di nuovi collegamenti in Ftth saranno realizzati da Flash Fiber, la joint venture tra Fastweb e Tim, costituita ad agosto 2016 per portare realizzare una rete Ftth e verticali nei palazzi in 29 città italiane.

Open Fiber

Open Fiber viene costituita da Enel a fine 2015 con l’obiettivo di realizzare e gestire reti in fibra ottica. La società è compartecipata da Enel e Cassa depositi e prestiti, dopo aver inglobato Metroweb a fine 2016, e non fornirà servizi in fibra, ma solo fibra spenta. Sono più di 281 i Comuni italiani, inclusi nei cluster A e B, interessati dalla prima fase del piano di Open Fiber e 9,6 milioni il numero indicativo delle unità immobiliari che saranno raggiunte per un investimento di 3,9 miliardi di euro dedicati a realizzazione e sviluppo della rete. Open Fiber ha avviato le sue attività in un primo progetto pilota nella città di Perugia.

Negli ultimi mesi del 2016 sono stati avviati i lavori a Catania, Venezia, Cagliari, Padova, Bari, Palermo, Napoli, Firenze e Genova. È previsto l’80% del cablaggio delle prime 10 città tra maggio 2017 e aprile 2019. A fine 2017 la società avrà cablato complessivamente circa 2,7 milioni di unità immobiliari. Va segnalato che, grazie all’acquisizione di Metroweb, Open Fiber dispone già ora di una rete Ftth che copre Milano, Torino, Genova e Bologna.

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