Non ci sono più limiti alla velocità di connessione, considerando che grazie alla fibra ottica siamo entrati nell’era di Internet 1 GB. Ecco allora che gli operatori Fastweb, Tim, Tiscali, Vodafone e Wind non si fanno cogliere impreparati e hanno già lanciato offerte dedicate. Il limite è rappresentano dalla scarsa capillarità del servizio, considerando che nel migliore dei casi le città coperte sono una cinquantina su tutto il territorio nazionale. Altro aspetto da tenere sotto controllo è quello della tempistica. Se la prima tariffa, Wind a 1 GB, è già sottoscrivibile, solo a settembre 2017 si entrerà a pieno regime con le velocità effettive.

Fastweb. L’offerta di riferimento è Joy i cui costi sono pari a 25 euro ogni 4 settimane. Le città coperte da 1 GB sono Milano, Roma, Torino, Napoli, Bologna, Bari e Genova.

Tim. Ecco Smart Fibra che richiede un impegno di spesa pari a 29,90 euro ogni 4 settimane. Nel pacchetto sono incluse anche chiamate illimitate allo scatto alla risposta ovvero 19 centesimi di euro. Le città coperta sono circa 50.

Tiscali. L’offerta di riferimento è UltraFibra GB, pari a 34,95 euro al mese di costo standard, ma nel corso del primo anno il prezzo cala a 19,95 euro. Sono incluse chiamate illimitate e 2 GB di Internet mobile. Le città coperte da Internet 1 GB sono Cagliari, Milano, Bologna, Perugia e Torino.

Vodafone. Ecco la tariffa IperFibra Family: 30 euro ogni 4 settimane (25 euro solo il primo anno) per chi ha SIM Vodafone. Altrimenti 42 euro (30 euro il primo anno). Le città coperte sono Milano, Bologna, Torino, Bari, Catania, Cagliari, Perugia, Venezia, Napoli, Palermo e Padova.

Wind. L’offerta di riferimento è Absolute Fibra al costo di 19,95 euro ogni 4 settimane. Sono comprese chiamate illimitate allo scatto alla risposta di 18,15 centesimi di euro. La possibilità può essere colta a Milano, Torino, Bologna, Perugia, Bari, Venezia, Catania, Padova e Cagliari.

In questo contesto, dalle parti di Tim si accende la partita sulla Rete ed è scoppia la bufera in seguito alla dipartita dell’amministratore delegato. Al centro c’è il delicato tema della Rete in fibra, sul quale si guarda ai francesi per capire quali saranno le prossime mosse. Ma secondo alcune indiscrezioni, dietro l’addio ci sarebbe un’altra verità: il manager si sarebbe reso indisponibile a cedere la poltrona di direttore generale ad Amos Genish, che viene indicato come il futuro capo azienda. Uno scenario che sta scatenando una bufera di smentite sia nelle stesse società e sia dalle parti del governo.

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