Cambiano ancora alle regole: sì a 10 vaccinazioni obbligatorie e a 4 consigliate attivamente, sanzioni più basse per i genitori che non vaccinano, pochissimi le eccezioni ammesse via libera all’autocertificazione online e niente riferimento alla perdita della patria potestà. Questi i principali emendamenti approvati dalla commissione Sanità del Senato al decreto vaccini. Si tratta delle disposizioni a cui le mamme e i papà devono attenersi già in vista del prossimo anno scolastico, per il quale sono comunque previste scadenze più flessibili. Confermate quindi le indicazioni dell’Istituto superiore della Sanità che ha ritenuto sufficienti le dieci coperture vaccinali.

A queste, poi, se ne aggiungono altre 4 consigliate attivamente dalle Asl con l’obiettivo di rafforzare la raccomandazione già contenuta nel Nuovo piano di prevenzione vaccinale, anche se non collegate ad una sanzione: anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus. Importanti modifiche riguardano le multe ai genitori che non vaccinano: il tetto massimo scende da 7.500 a 3.500 euro, il minimo è fissato 500 euro e l’entità varia in base al numero di vaccinazioni omesse. Inoltre, viene tolto dal testo il possibile ricorso al Tribunale dei minori in caso di reiterata mancanza di risposta dei genitori alle sollecitazioni delle Asl.

L’ultimo passaggio, quello nella commissione Igiene e Sanità ha riservato poi un’altra sorpresa: la possibilità di somministrare i vaccini in farmacia. «È un’ottima novità e ne potranno beneficiare in particolare le persone che si trovano in aree isolate o disagiate». Così ha commentato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. «Ovviamente – chiarisce il ministro – l’emendamento rimanda a un decreto ministeriale che dovrà stabilire le modalità con cui si può disciplinare questa opportunità, che sarà comunque gratuita per gli utenti». È stato invece rimandato all’esame della Bilancio un emendamento che accoglie una richiesta delle Regioni e prevede che operatori sanitari, sociosanitari e operatori scolastici presentino la documentazione attestante l’avvenuta vaccinazione.

L’esame del testo in Commissione riprende lunedì alle 20 con l’articolo 4 e, in particolare, con l’emendamento che prevede l’istituzione dell’anagrafe vaccinale. Il provvedimento dovrebbe arrivare in Aula la prossima settimana ma non è detto che tutto fili liscio fino al voto finale del Senato. Dal Veneto infatti arrivano le prime proteste. Le modifiche non soddisfano il governatore Zaia che già aveva annunciato un ricorso costituzionale contro il decreto.

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