Tariffe per cellulari al rialzo e c’è una ragione ben precisa. Il conteggio sulla base di 28 giorni anziché mensile, oltre alle continuare rimodulazioni effettuate dagli operatori telefonici Wind, Vodafone, 3 Italia e Tim. A metterlo nero su bianco è stata l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, secondo cui le lamentele (nel migliore dei cosi) e le denunce (nel peggiore) sono cinque volte superiori in questo 2017. Le ragioni principali? Costi di disattivazione non giustificati, ritardi incomprensibili nelle lavorazioni delle richieste di recesso, problemi di passaggio delle utenze tra operatori, gestione dei reclami.

Più esattamente, le denunce degli utenti italiani, con tanto di richiesta di rimborso, che a vario titolo hanno coinvolto Wind, Vodafone, 3 Italia e Tim e le loro tariffe per cellulari 2017 hanno riguardato

  • attivazione non richiesta di servizi
  • sospensione di servizi
  • mancato riscontro a reclami con le modalità previste
  • problematiche di passaggio ad altro operatore
  • mancato rispetto delle direttive generali in materia di qualità e carte dei servizi (qualità call center)
  • modifica piani tariffari e condizioni contrattuali
  • inosservanza delle disposizioni sull’addebito costi non giustificati per la cessazione del contratto e mancata esecuzione di recesso
  • disconoscimento traffico verso numerazioni a valore aggiunto e internazionali (addebito per servizi premium e addebiti per traffico extra-soglia)
  • problematiche contrattuali (trasparenza informazioni e fatturazione, elenchi telefonici, roaming)

Di interessante c’è anche la crescita rilevata dell’Agcom nella sua Relazione annuale 2017 sull’attività svolta e sui programmi di lavoro, del settore del mobile ovvero l’aumento su base annua di 1,3 milioni di linee. Su un totale di 98 milioni, il numero delle SIM con accesso a Internet è cresciuto nell’ultimo anno del 5,7%, arrivando a superare 53 milioni di unità. Anche i consumi medi individuali di traffico Internet sono in forte crescita (+32,6%). A fine 2016, il traffico dati complessivo risulta in aumento di circa il 46% rispetto ai corrispondenti volumi osservati per il 2015.

Multe a Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali

In questo contesto l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali per un totale di 9 milioni di euro per aver violato le norme del codice del consumo di recepimento della consumer rights, nell’ambito della commercializzazione a distanza, online o al telefono, o fuori dei locali commerciali di servizi di telefonia fissa e mobile. I casi riguardano principalmente la prassi seguita dagli operatori del settore di dare inizio all’esecuzione del contratto procedendo all’avvio del processo di attivazione della linea e di migrazione da altro operatore, durante la pendenza del termine di 14 giorni previsto per esercitare il diritto di recesso senza acquisire un’espressa richiesta in tal senso da parte del consumatore. Il codice del consumo prevede invece che l’esecuzione del contratto in detto periodo sia sottratta alla sfera decisionale delle aziende, disciplinandola come un’opzione rimessa alla decisione del solo consumatore che, se interessato, dovrà fare espressa richiesta.

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