Nei primi giorni della messa a scaffale dei caschetti della realtà virtuale, la risposta non è stata straordinaria. Troppi casi di motion sickness lamentati dagli utenti ovvero nausea e giramenti di testa e troppi alti i costi. Ma Sony sembra credere fermamente al Playstation VR e ha appena rilasciato una nuova tornata di giochi. Ci sono due titoli destinati a riscuotere consenso, StarBlood Arena e Farpoint, e viene assegnato uno spazio maggiore alle cosiddette esperienze. Ed è forse questa il nuovo orizzonte della realtà virtuale. C’è la possibilità di ricreare le atmosfere del film The Martian, per esempio, e c’è David Attenborugh’s First Life VR.

Si tratta di un viaggio affascinante alla scoperta degli oceani preistorici con il famoso divulgatore inglese. Doveva essere l’attrazione di un museo di Londra e invece può entrare nelle case di tutti. Si tratta di titoli che si vanno ad affiancare ai vari 100ft Robot Golf, Headmaster, Wayward Sky, Until Dawn: Rush of Blood e PlayStation VR WORLDS, Rez Infinite, Eagle Flight, Tumble VR, EVE: Valkyrie, RIGS: Mechanized Combat League, proposti sin dal lancio del visore.

La realtà virtuale della PlayStation 4, la console dal salotto della multinazionale giapponese, è sbarcata in Italia da alcuni mesi a 399 euro ovvero a un prezzo abbastanza aggressivo considerando la qualità proposta agli utenti e i costi applicati dagli altri produttori. Il dispositivo si indossa come un casco e pesa 300 grammi. Dal punto di vista tecnico, il PlayStation VR esibisce un display da 5,7 pollici e due schermi all’interno insieme a un sistema di lenti. Per il suo utilizzo sono indispensabili la PlayStation 4 e una PlayStation Camera, da comprare a parte a circa 60 euro. Non occorre il televisore: la modalità Cinematic proietta infatti uno schermo virtuale.

Realtà virtuale tra nausea e giramenti di testa

Chi ha provato i primi prototipi di visori ha spesso lamentato qualche problema di troppo. Non si tratta di malfunzionamenti tecnici, ma di disturbi fisici come nausea e giramenti di testa, un po’ come quando si soffre di mal d’auto. Il fenomeno è definito Motion Sickess ed è dovuto a come il cervello interpreta gli stimoli: se gli occhi dicono che stiamo sfrecciando in autostrada mentre il corpo è totalmente fermo sulla sedia, il cervello riceve informazioni contraddittorie e in alcuni casi può portare alla nausea.

In particolare, questo si verifica quando l’aggiornamento delle immagini sui visori non è abbastanza repentino, per esempio se giriamo la testa e lo schermo ci mette una frazione di secondo in più a cambiare la visuale. Proprio per questo motivo è necessario avere un computer particolarmente potente, capace di animare fluidamente anche i videogiochi più impegnativi. Basta una piccola incertezza per rovinare l’intera esperienza, trasformando quella che potrebbe essere un’avventura fuori dall’ordinario in uno strazio. Nel caso di PlayStation VR, Sony ha ovviato alle limitate capacità di calcolo della PlayStation 4 abbassando la risoluzione dei giochi.

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