Sono le due facce della stessa medaglia nel mercato dei giochi per bambini e ragazzi. Da una parte c’è Rovio che vuole quotare a Helsinki Angry Birds, il gioco degli uccelli arrabbiati a caccia dei maialini verdi che hanno rubato le uova. Valore stimato: 2 miliardi di euro. Dall’altra c’è la crisi della Lego. Le vendite dei mattoncini danesi,  già arrivati sull’orlo del crac a inizio millennio,  sono calate del 5% nel primo semestre e l’azienda ha annunciato i tagli. A ben vedere non se la passa bene neanche la Barbie. Le vendite continuano a calare e la Mattel ha deciso di rivedere le sue strategie puntando tutto sul digitale grazie al nuovo amministratore delegato arrivato da Google.

Lego è in crisi profonda. Punta tutto sul digitale

I mattoncini vendono meno e Lego corre ai ripari semplificando la struttura del gruppo col taglio di 1.400 addetti, l’8% dei suoi attuali 18.200 dipendenti. Dopo anni di marcia inarrestabile i ricavi del colosso danese hanno segnato nel primo semestre un calo del 5% a 14,9 miliardi di corone, pari a 2 miliardi di euro. A rallentare sono stati mercati consolidati come gli Stati Uniti e l’Europa e non è bastata la crescita a due cifre registrata in Cina a evitare di dover mettere mano a una organizzazione divenuta troppo complessa e con costi giudicati eccessivi. Le uscite degli addetti avverano in tempi brevi, entro la fine dell’anno.

In aggiunta all’alleggerimento dell’attuale organizzazione, il colosso danese farà un secondo passo per il rilancio e il ritorno alla crescita. «Troveremo più opportunità per coinvolgere genitori e bambini e combinare l’esperienza fisica del costruire con quella digitale», afferma il presidente del gruppo citando le app Lego Life e Lego Boost. L’obiettivo confermato è quindi quello di accelerare sul fronte del digitale. Secondo il gruppo dei mattoncini anche prodotti più tradizionali di successo come Lego City, Lego Friends, Lego Duplo e LegoTechnic non hanno deluso nei primi sei mesi del 2017 e quelli legati a Lego Batman movie hanno registrato un successo di pubblico. Ma evidentemente lo sforzo non è bastato a evitare una decisione che oggi appare dura quanto sofferta.

Angry Birds volano e arrivano in Borsa

Rovio Entertainment, la società finlandese di videogame che ha creato il celebre gioco dei pennuti arrabbiati, ha annunciato l’avvio del processo di quotazione sul Nasdaq di Helsinki. La valutazione della società, secondo indiscrezioni, potrebbe toccare i due miliardi di dollari proiettando nell’Olimpo dei super ricchi Kaj Hed, titolare del 69% del capitale (valore 1,4 miliardi) dopo aver investito, oltre un decennio fa, un milione di euro nella sviluppatore co-fondato dal nipote Niklas Hed. La vendita delle azioni verrà fatta a privati in Finlandia, Danimarca e Svezia e a investitori istituzionali a livello internazionale.

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