La nuova frontiere dei grandi produttori e delle multinazionali hi-tech è l’intelligenza artificiale. E lo scontro che si sta consumando al Ces 2018 di Las Vegas, la più importante fiera dell’elettronica di consumo dell’anno, è l’esempio più evidente. Della partita fanno parte colossi come Google e Amazon, che si sfidano a colpi di intelligenza artificiale a iniziare dai rispettivi speaker Google Home e Echo. Ma non solo assistenti vocali perché i software sono facilmente integrabili in tutti i dispositivi della casa: per i produttori di elettrodomestici è facile dotare di intelligenza artificiale le loro creazioni tecnologiche e innovative. Stando alle stime, il comparto genererà 2.900 miliardi di dollari entro il 2021.

Intelligenza artificiale: geroglifici si traducono con Google

Come una moderna versione della Stele di Rosetta, l’intelligenza artificiale può aiutare a tradurre i geroglifici egizi in maniera più veloce e con la medesima precisione dei processi manuali attualmente in uso. Si tratta dell’obiettivo del progetto di ricerca collettivo Hieroglyphics Initiative, basato sulle tecniche di apprendimento automatico, e realizzato da un’azienda di videogiochi con la collaborazione del colosso Google e di alcuni egittologi dell’Università della Sorbona di Parigi. L’idea è di raccogliere le immagini dei geroglifici del Medio Regno nella loro forma originale, insieme a diversi campioni delle migliaia di geroglifici già identificati e tradotti in passato, in modo da dar vita a una grande banca dati per semplificare il lavoro degli egittologi nel decifrare i geroglifici, un processo manuale che, lo ricordiamo, è rimasto lo stesso da più di 200 anni.

Diverse le difficoltà da superare per l’intelligenza artificiale: la prima è estrarre dei modelli di geroglifici dal materiale di partenza, spesso difficile da leggere e con parti mancanti e danneggiate; la seconda è interpretare il loro ordine in modo corretto, visto che possono essere letti da sinistra a destra, da destra a sinistra e dall’alto verso il basso. Per questo gli ideatori del progetto hanno chiesto la collaborazione di tutti gli studiosi del campo a condividere il materiale di partenza e le traduzioni esistenti da inserire nel lavoro di apprendimento automatico. Come programma si userà Google TensorFlow, un software liberamente accessibile impiegato per le applicazioni di apprendimento automatico, tramite le quali il computer impara dagli esempi.

Nel caso dei geroglifici, dovrà imparare a riconoscere l’immagine sentendosi dire quali immagini contiene l’oggetto e quali no, per poi tradurre i geroglifici identificati in un linguaggio attuale. L’obiettivo finale è costruire un sistema che lavorerà come un assistente di ricerca digitale per gli studiosi e completare il progetto nella prima metà del 2018. Dal punto di vista tecnico, l’intelligenza artificiale studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono di progettare sistemi hardware e sistemi di programmi software atti a fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana. Suo scopo non è quello di replicare tale intelligenza, obiettivo che per taluni è addirittura non ammissibile, bensì di riprodurne o emularne alcune funzioni.

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