Dopo vent’anni di vendite online, Amazon scende nelle strade, quelle in cui aprirà decine di supermercati nelle maggiori città americane. Il primo negozio di prodotti alimentari verrà inaugurato a Los Angeles entro il 2019. Ma trattative sono in corso anche a San Francisco, Seattle, Chicago, Washington e Philadelphia. La nuova catena di Amazon sarebbe distinta da Whole Foods Market, che il gruppo guidato da Jeff Bezos ha acquisito. Non è ancora chiaro se i supermercati si chiameranno Amazon. L’azienda di commercio elettronico pensa al Midwest e punta a un nuovo target: i clienti a basso reddito.

Decisiva l’acquisizione di Whole Foods

Amazon taglia centinaia di posti di lavoro nel suo quartier generale di Seattle. Le riduzioni sono derubricate come una semplice riorganizzazione del lavoro: i tagli riguardano infatti la divisione consumer retail e arrivano mentre il colosso di Jeff Bezos continua ad assumere in altre aree, soprattutto quelle legate ad Alexa. Gli esuberi sono in ogni caso un numero ridotto per Amazon che, alla fine dello scorso anno, contava su 566mila dipendenti, il 66% in più rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto all’acquisizione di Whole Foods. I licenziamenti sarebbero in parte legati all’avanzata dell’automazione, con i robot e i computer che prendono il posto degli esseri umani anche per effettuare previsioni sulla domanda di nuovi prodotti e trattare sui prezzi.

In una mossa rara e a sorpresa Amazon taglia centinaia di posti di lavoro nel suo quartier generale di Seattle. Il tema dei licenziamenti di Amazon resta centrale anche in Italia: dopo il caso dei braccialetti elettronici e lo sciopero durante il Black Friday, i sindacati tornano sul dipendente licenziato per un selfie con un tablet trovato lungo il corridoio del magazzino di Piacenza. Uno scatto che gli è costato il posto di lavoro e sul quale è stato fatto ricorso, chiedendo alla giustizia di pronunciarsi.

A ogni modo, il numero esatto dei tagli che saranno effettuati a Seattle non è noto ma le centinaia di esuberi sono in ogni caso un numero ridotto per Amazon che alla fine dello scorso anno contava su 566.000 dipendenti, il 66% in più rispetto all’anno precedente grazie soprattutto all’acquisizione di Whole Foods. Se secondo alcuni i tagli a Seattle sono legati in parte alla sovrappopolazione della sede, secondo l’ex Amazon ora amministratore delegato di Stackline Michael Lagoni sono dovuti – riporta l’agenzia Bloomberg – in parte all’avanzata dell’automazione, con i robot e i computer che prendono il posto degli esseri umani anche per effettuare previsioni sulla domanda di nuovi prodotti e trattare sui prezzi.

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