Amazon taglia centinaia di posti di lavoro nel suo quartier generale di Seattle. Le riduzioni sono derubricate come una semplice riorganizzazione del lavoro: i tagli riguardano infatti la divisione consumer retail e arrivano mentre il colosso di Jeff Bezos continua ad assumere in altre aree, soprattutto quelle legate ad Alexa. Gli esuberi sono in ogni caso un numero ridotto per Amazon che, alla fine dello scorso anno, contava su 566mila dipendenti, il 66% in più rispetto all’anno precedente, grazie all’acquisizione di Whole Foods. I licenziamenti sarebbero in parte legati all’avanzata dell’automazione, con i robot e i computer che prendono il posto degli esseri umani anche per effettuare previsioni sulla domanda di nuovi prodotti e trattare sui prezzi.

Cosa succede ad Amazon

In una mossa rara e a sorpresa Amazon taglia centinaia di posti di lavoro nel suo quartier generale di Seattle. Il tema dei licenziamenti di Amazon resta centrale anche in Italia: dopo il caso dei braccialetti elettronici e lo sciopero durante il Black Friday, i sindacati tornano sul dipendente licenziato per un selfie con un tablet trovato lungo il corridoio del magazzino di Piacenza. Uno scatto che gli è costato il posto di lavoro e sul quale è stato fatto ricorso, chiedendo alla giustizia di pronunciarsi.

A ogni modo, il numero esatto dei tagli che saranno effettuati a Seattle non è noto ma le centinaia di esuberi sono in ogni caso un numero ridotto per Amazon che alla fine dello scorso anno contava appunto su 566.000 dipendenti. Se secondo alcuni le riduzioni a Seattle sono legate in parte alla sovrappopolazione della sede, secondo l’ex Amazon ora amministratore delegato di Stackline Michael Lagoni sono dovuti – riporta l’agenzia Bloomberg – in parte all’avanzata dell’automazione, con i robot e i computer che prendono il posto degli esseri umani anche per effettuare previsioni sulla domanda di nuovi prodotti e trattare sui prezzi.

I tagli arrivano mentre Amazon ha 3.900 posti lavoro aperti a Seattle e 12.000 in tutto il mondo solo a livello corporate. E mentre il colosso è a caccia di un secondo quartier generale negli Stati Uniti, dove assumere 50.000 persone. Solo lo scorso anno il colosso di Bezos ha assunto 130.000 persone, senza considerare l’effetto Whole Foods. La riorganizzazione arriva anche mentre Amazon punta a crescere nella sanità, ampliando la sua presenza – riporta il Wall Street Journal – nelle forniture mediche agli ospedali. Un settore importante che Amazon punterebbe a rivoluzionare come tutti gli altri in cui è entrata.

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