Troppi i problemi riscontrati con lo Spesometro 2017 per non pensare a una rivoluzione nelle modalità e nelle tempistiche di questo adempimento fiscale. Se la vicenda di quest’anno, caratterizzata da proroghe a ripetizione, è stata emblematica delle difficoltà incontrate da commercialisti e professionisti del settore (ma anche la stessa Agenzia delle entrate per parte loro), ecco che dal prossimo anno cambia tutto. A iniziare dall’invio unico fino ad arrivare allo stop alle sanzioni per la prima trasmissione. A proposito, l’amministratore delegato di Sogei, la società che ha gestito le operazioni, ha assicurato come non ci sia stato alcun incidente sulla perdita o la diffusione impropria dei dati personali in seguito ai problemi di quest’anno.

Come cambia lo Spessimetro

L’esecutivo viene invitato a riformare al più presto la normativa relativa allo Spesometro, al fine di ridurre al minimo le comunicazioni obbligatorie, eventualmente consentendo un unico invio annuale per lo Spesometro, nonché di assicurare le finalità di compliance e di lotta all’evasione fiscale con modalità più semplici, efficienti ed efficaci. Resta confermata la data di fine febbraio per l’invio delle fatture del secondo semestre 2017. Il parlamento sollecita un’iniziativa normativa per escludere la discrezionalità degli uffici nella disapplicazione delle sanzioni, prevedendo la non applicabilità delle sanzioni, in presenza di errori formali legati a al primo invio delle comunicazioni.

Un intervento in tal senso è stato fortemente sollecitato dai professionisti e dalle imprese già all’indomani del comunicato dell’Agenzia delle entrate sulla proroga concessa dopo il black out di Fatture e corrispettivi. Un’altra richiesta della commissione Finanze della Camera dei deputati è di rendere possibile l’accorpamento di fatture di piccoli importi con invii cumulativi al di sotto di una determinata soglia, come avveniva per il precedente Spesometro con il limite a 300 euro. Questa possibilità consentirebbe di ovviare anche ai problemi legati alle fatture di basso importo redatte a mano, spesso con dati incompleti o illeggibili, il cui invio si è rivelato particolarmente complesso.

La fattura elettronica è la leva su cui si vuole puntare per un vero fisco telematico. La risoluzione parlamentare appena approvata invita l’esecutivo a investire in maniera adeguata sul fisco digitale attraverso la diffusione della e-fattura e dei pagamenti digitali. Il governo sembra orientato a rendere obbligatoria la fattura elettronica dal 2019, ma i però sconsigliano l’obbligo perché metterebbe in difficoltà le micro imprese che non sono pronte a questo passaggio.

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