Anche da parte del clienti si presentano dubbi: quando si può evitare di chiedere il documento digitale? E per le spese mediche tutto funzionerà come prima? Con l’introduzione della fattura elettronica cambia il sistema di emissione del documento, ma restano invariate tutte le altre regole riguardo agli obblighi di chi è tenuto a emettere un corrispettivo fiscale: vale a dire che chi era tenuto a emettere fattura, ora lo deve fare in formato elettronico. Lo scontrino normalmente non contiene i dati della persona che ha effettuato l’acquisto o usufruito di un bene o una prestazione, ma solo l’importo incassato. Sulla ricevuta fiscale invece sono indicati i dati della persona.

Da tempo esistono tuttavia anche i cosiddetti scontrini parlanti, vale a dire scontrini fiscali che contengono i dati relativi con i dettagli di quantità, qualità e natura dell’operazione, oltre all’indicazione del numero di codice fiscale dell’acquirente. Se non obbligato, il titolare di un’attività può liberamente scegliere tra l’emissione dello scontrino e l’emissione della ricevuta. La fattura si emette sempre a favore di soggetti con partita Iva e, su richiesta, a soggetti privati con solo codice fiscale, sia per l’erogazione di servizi che per la fornitura di beni: vale a dire che non necessariamente il consumatore finale – se non ha la partita Iva, ma ad esempio è un semplice cittadino cui è stato riparato un elettrodomestico a domicilio – deve avere la fattura elettronica e ottenere la copia cartacea.

La ricevuta fiscale deve essere emessa in duplice esemplare utilizzando modelli conformi a quello approvato con apposito decreto: viene compilata per prestazione di servizi a soggetti privati individuati dal codice fiscale e sostituisce lo scontrino. La fattura permette anche lo scorporo dei totali in base all’aliquota Iva: va separato il totale netto (senza l’Iva) dall’imposta (cioè l’Iva) e il totale lordo (il totale netto più l’Iva).

Per la compilazione della fattura elettronica è indispensabile disporre di un PC, di un tablet o uno smartphone di un software che consenta la compilazione del file della fattura nel formato Xml previsto dall’Agenzia delle entrate. La prima volta che si utilizza la procedura occorre verificare i dati del fornitore che la procedura riporta in automatico recuperandoli dall’Anagrafe tributaria. Inserire quindi i dati del cliente ricordandosi di compilare sempre il campo Codice Destinatario con il codice di 7 cifre alfanumerico comunicato dal cliente e che rappresenta l’indirizzo telematico dove recapitare le fatture. Inserire quindi i dati relativi alla natura, quantità e qualità del bene ceduto o del servizio prestato, nonché i valori dell’imponibile, dell’aliquota Iva e dell’imposta.

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