ritenuta di acconto non versata

Lo strumento della ritenuta d’acconto è obbligatoria quando c’è di mezzo il pagamento di un compenso per prestazioni di lavoro autonomo. Anche se, come vedremo in questo articolo, sono anche altri i casi in cui trova applicazione. Per quanto riguarda la modalità di determinazione sulla base imponibile viene calcolata una quota che è quasi sempre del 20%, che corrisponde alla ritenuta che non viene pagata al professionista ma versata dal sostituto d’imposta.

In pratica è un anticipo sulle imposte totali che il lavoratore autonomo deve pagare in sede di dichiarazione dei redditi. Ci domandiamo quindi cosa accade in caso di mancato versamento della ritenuta d’acconto ovvero che ne è responsabile secondo la normativa in vigore tra il lavoratore stesso e il sostituto d’imposta.

Ritenuta di acconto non versata, chi è responsabile

La ritenuta d’acconto si applica sui diritti derivanti da opere di ingegno, ceduti da persone fisiche non imprenditori o professionisti che le hanno acquistate, sugli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione, quando l’associato fornisce una prestazione di lavoro, sugli utili di promotori e soci fondatori di società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata.

E poi: sulle prestazioni di lavoro autonomo e prestazioni di lavoro occasionali; sulle prestazioni di lavoro rese a terzi o nell’interesse di terzi; sui redditi derivanti dalla cessione dei diritti d’autore. Come confermato da successiva sentenze dei giudici, esattamente dalla Corte di Cassazione, nel caso di mancato versamento della ritenuta d’acconto è responsabile il sostituto d’imposta e non il lavoratore autonomo.

A quest’ultimo non viene mosso alcun addebito se dimostra che la trattenuta è stata operata. Entrando nei dettagli delle percentuali della ritenuta di acconto, il quadro aggiornato è il seguente:

  • Compensi per prestazioni di lavoro autonomo anche occasionale: 100% (base imponibile), 20% a titolo d’acconto (aliquota ritenuta)
  • Soggetti di età superiore a 35 anni: 75% (base imponibile), 20% a titolo d’acconto (aliquota ritenuta)
  • Soggetti di età inferiore a 35 anni: 60% (base imponibile), 20% a titolo d’acconto (aliquota ritenuta)
  • Compensi per l’assunzione di obblighi di fare, non fare e permettere: 100% (base imponibile), 20% a titolo d’acconto (aliquota ritenuta)
  • Compensi ad associati in partecipazione che apportano solo lavoro: 100% (base imponibile), 20% a titolo d’acconto (aliquota ritenuta)
  • Partecipazione agli utili di soci fondatori o promotori: 100% (base imponibile), 20% a titolo d’acconto (aliquota ritenuta)
  • Compensi di qualsiasi natura per prestazioni di lavoro autonomo anche occasionale corrisposti a soggetti non residenti: 100% (base imponibile), 30% a titolo d’acconto (aliquota ritenuta)
  • Compensi per cessione di opere di ingegno, brevetti industriali, marchi d’impresa, formule, corrisposti a soggetti non residenti: 100% (base imponibile), 30% a titolo d’acconto (aliquota ritenuta)

Normativa sull’applicazione della ritenuta di acconto

La ritenuta d’acconto per prestazione occasionale consente al datore di lavoro di pagare un collaboratore dotato di Partita Iva. Non contribuiscono alla formazione della base imponibile per il calcolo della ritenuta d’acconto l’eventuale addebito in via di rivalsa del contributo per la cassa nazionale dell’ordine professionale e né i contributi previdenziali previsti dalla legge a carico del soggetto che li corrisponde.

Stesso trattamento per i compensi ricevuti a titolo di rimborso spese anticipate, in nome e per conto del cliente, a patto che non rappresentino spese inerenti alla produzione del reddito di lavoro autonomo e che siano analiticamente documentate. Rientrano invece i compensi professionali, le spese documentate anticipate dal professionista e rimborsate dal committente e i rimborsi a piè di lista effettivamente sostenute per le spese di viaggio, vitto e alloggio.

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