Ancora pochi giorni a disposizione per pagare la prima rata o l’acconto di Imu e Tasi 2017, in scadenza venerdì 16 giugno, ed eventualmente procedere con calcoli sulla base di aliquote e detrazioni. Sono soggetti all’Imu ovvero la tassa sulle proprietà le case diverse dalla prima (a meno che non sia di lusso), i fabbricati, le aree fabbricabili e i terreni agricoli situati in Italia, al di là dell’uso a cui sono destinati. Sono esenti da Imu i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Anche i soggetti che dispongono di un bene immobile in base a un diritto reale di godimento, quale l’usufrutto, l’uso, l’abitazione, sono assoggettati all’imposta.

Nel caso di immobili in affitto, l’inquilino non è soggetto all’Imu (a differenza della Tasi per cui è chiamato a versare un importo variabile tra il 10 e il 30%) ad alcun titolo, e quindi, su di lui non grava alcun obbligo.

Aliquote e detrazioni Imu e Tasi

Per l’Imu è prevista:

  1. un’aliquota base pari allo 0,76%, modificabile dai Comuni, in aumento o in diminuzione, sino a 0,3 punti percentuali;
  2. un’aliquota ridotta pari allo 0,4% per l’abitazione principale e per le relative pertinenze, modificabili dai Comuni, in aumento o in diminuzione, sino a 0,2 punti percentuali.

La detrazione base applicabile all’abitazione principale, rientranti nelle categorie catastali A1, A8 e A9, e relative pertinenze è di 200 euro. La detrazione va rapportata ai mesi in cui l’immobile viene utilizzato come abitazione principale del contribuente.

Imu e Tasi: calcolo

L’ammontare dell’imposta si determina moltiplicando la base imponibile per l’aliquota stabilita dal Comune nel quale è situato l’immobile. L’imposta deve essere calcolata in proporzione alla quota e ai mesi di possesso dell’immobile. Nel caso dei mesi si considera mese intero il possesso protratto per almeno 15 giorni. L’Imu è versata in due rate: l’acconto entro il 16 giugno e il saldo entro il 16 dicembre.

Per base imponibile si intende l’importo sul quale applicare l’aliquota dell’imposta. Per i fabbricati la base imponibile si ottiene moltiplicando la rendita catastale per un coefficiente. Le regole di calcolo sono le seguenti:

  1. per le categorie A (esclusa A10) e C2, C6 e C7 la rendita va moltiplicata per 160;
  2. per i fabbricati del gruppo B, C3, C4 e C5 la renditava moltiplicata per 140;
  3. per gli immobili A10 (uffici e studi privati) e D5 la moltiplicazione deve essere fatta per 80;
  4. per i fabbricati di categoria C1 (negozi e botteghe) il valore è dato dal prodotto della rendita per 55;
  5. per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D (ad esclusione di D5) si moltiplica per 65;
  6. per le aree fabbricabili la base imponibile è determinata dal valore venale in comune commercio al primo gennaio dell’anno di imposta, tenendo in considerazione anche i prezzi medi rilevati sul mercato per la vendita di aree aventi caratteristiche simili;
  7. per i terreni agricoli la base imponibile si calcola dal reddito dominicale, risultante al catasto al primo gennaio dell’anno in corso, aumentato del 25% e moltiplicato per 135.

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