La fatturazione della bolletta dell’acqua, simile a quella del gas e dell’energia elettrica, è una componente fissa nel budget di ogni nucleo familiare. La sua complessità rende spesso difficile interpretare le voci di spesa, quantificarle correttamente e pianificare i pagamenti in modo efficiente, anche per via dell’esistenza del conguaglio.

Bolletta dell’acqua, quando viene fatto il conguaglio

Il conguaglio della bolletta dell’acqua, a seguito di fatturazioni basate su stime di consumo, si effettua una lettura reale del contatore, perfezionando di conseguenza l’importo da addebitare. Ma può avvenire anche nel caso di sostituzione con il contatore elettronico.

Questa procedura può determinare l’emissione di una bolletta con importi superiori poiché incorpora periodi di fatturazione prolungati. Nel corso del 2024, potrebbero essere addebitati i conguagli relativi ai consumi del 2023 o della fine del 2022.

Ricordiamo che le bollette emesse a partire dal 2 gennaio 2020 sono soggette a prescrizione biennale. Nel caso in cui si ricevano bollette riferite a periodi così datati, è consigliabile contattare il gestore per richiedere la prescrizione e l’annullamento delle bollette.

Nel caso in cui si riceva una bolletta idrica troppo alta o non in linea con i consumi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente, è possibile richiedere una rateizzazione compilando l’apposito modulo e attendendo l’approvazione della richiesta. In parallelo è consigliabile consultare un idraulico esperto per verificare la presenza di eventuali perdite nell’impianto idraulico.

Potrebbe essere causato un danno alle tubazioni che trasportano l’acqua verso l’utenza domestica o condominiale, in questo caso è sufficiente segnalare il problema al gestore idrico, che si occuperà delle necessarie riparazioni e del rimborso. Le perdite potrebbero verificarsi all’interno dell’abitazione, anche a causa di un semplice rubinetto che gocciola o di una cassetta del water difettosa che possono comportare un notevole aumento della bolletta idrica.

Quando arriva la bolletta dell’acqua

Nonostante siano gestite da società diverse e applichino tariffe differenti, tutti i fornitori di servizi idrici devono aderire alle direttive per la trasmissione delle bollette dell’acqua.

Queste disposizioni, stabilite dall’Autorità del settore dei servizi idrici, garantiscono la chiarezza sui tempi di pagamento e proteggono i consumatori dall’eventualità di ricevere una fatturazione per l’intero anno di consumo, magari aggregato in un’unica soluzione. Di conseguenza, i gestori idrici devono emettere le bollette rispettando i seguenti intervalli:

  • ogni 6 mesi per consumi medi annui inferiori a 100 metri cubi;
  • ogni 4 mesi per consumi medi annui compresi tra 101 e 1000 metri cubi;
  • ogni 3 mesi per consumi medi annui da 1001 a 3000 metri cubi;
  • ogni due mesi (bimestrale) per consumi medi annui superiori a 3000 metri cubi, tipicamente per le abitazioni private regolarmente occupate.

Per il calcolo delle bollette dell’acqua, i gestori idrici possono utilizzare diverse modalità, La tariffazione basata sulla lettura effettiva dei consumi, che rappresenta la priorità e prevede l’addebito solo dei metri cubi consumati. La tariffazione basata sull’autolettura, con la possibilità per il consumatore di segnalare i consumi dichiarati, successivamente verificati e certificati dal gestore. La tariffazione basata su una stima dei consumi, in cui il gestore, in assenza di letture o autoletture, calcola un consumo stimato basandosi sui consumi dell’anno precedente nello stesso periodo.

Il gestore del servizio idrico è tenuto a seguire l’ordine di priorità e che, in caso di stima, le modalità di fatturazione devono ridurre al minimo eventuali discrepanze tra i consumi stimati e quelli effettivi.

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