Si tratta di un passaggio storico per Bitcoin, la più popolare delle valute elettroniche. Per la prima volta al mondo per l’asta Sant’Agostino dedicata al design – a Torino oggi e domani – si potranno effettuare pagamenti in criptovalute. Tra i 600 lotti all’asta e acquistabili con Bitcoin ci sono una panca prodotta da Ediciones de Diseno, su disegno di Salvador Dalì del 1935, la libreria LB7 di Franco Albini produzione Poggi 1957, tre poltrone firmate Ico Parisi prodotte da Cassina nel 1958, diversi oggetti di Giò Ponti tra cui alcune sedie. Occorre precisare che i pagamenti verranno trasformati in euro al termine delle operazioni.

Come si usano i Bitcoin

Si tratta di una moneta virtuale, non emessa da alcuna Banca centrale. Tre sono gli elementi di base: il PC di casa che va collegato a uno dei tanti siti che offrono i Bitcoin. Quindi il conto virtuale (wallet) da aprire con un bonifico o carta ricaricabile. Infine la password, che richiede l’uso di una forte crittografia per rendere sicure le transazioni. A quel punto si può andare alla caccia delle attività commerciali che li accettano dove si possono spendere o scambiare. Di conseguenza, i principali vantaggi sono l’utilizzo semplice e veloce, i costi di transazione bassi e la maggiore sicurezza rispetto a sistemi tradizionali. Di contro, bisogna sempre stare all’erta per il possibile crollo della valutazione, l’affidabilità degli operatori e il furto o lo smarrimento della preziosa password. Gli hacker sono sempre in agguato così come i malfunzionamenti del PC possono spuntare dietro l’angolo.

La corsa non si arresta, i dubbi degli analisti

I numeri parlano chiaro: Bitcoin ha superato la quota di 6.000 dollari grazie all’utilizzo da parte di circa 30 milioni di utenti in tutto il mondo. Un’industria che ora vale più di colossi bancari e industriale come Goldman Sachs ed eBay, solo per fare qualche nome. Ancora una volta il mercato si interroga sui reali motivi del nuovo boom della valuta elettronica. Fra chi scommette su un’improvvisa e imprevista crisi di liquidità in Zimbabwe e chi invece su un aumento delle commissioni per chi fa trading, di certo c’è un grosso movimento speculativo che continua a fare la parte del leone sulla corsa senza freni del Bitcoin. La realtà è che ormai l’industria non può più voltare le spalle al fenomeno, tanto che secondo il Wall Street Journal la stessa Goldman Sachs starebbe ipotizzando l’apertura di una divisione ad hoc per il trading sulle valute virtuali.

E sono in molti, inoltre, a ritenere che i divieti imposti dalla Cina alle contrattazioni siano destinati ad avere vita breve. Allo stesso tempo, anche per mitigare i problemi collegati all’estrema volatilità dell’investimento, sono nati i primi strumenti derivati proprio sul bitcoin. E iniziano già a riscuotere un certo successo: nella prima settimana di contrattazioni regolamentate, sulla piattaforma LedgerX che ha ottenuto a luglio il via libera dalle autorità, sono stati trattati 176 contratti fra swap e opzioni, per un valore nominale che supera il milione di dollari.

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