Negli ultimi anni il panorama bancario italiano ha assistito a cambiamenti significativi nella gestione e nei costi dei conti correnti. I risultati più recenti pubblicati dalla Banca d’Italia, passati al vaglio di osservatori indipendenti e associazioni di consumatori, mostrano come le spese medie per i conti bancari abbiano continuato una lenta ascesa. Nel 2024 questa spesa si attesta a 101,1 euro, segnando un leggero incremento rispetto ai 100,7 euro dell’anno precedente. Mentre da un lato diminuiscono i canoni di base e le tariffe per l’emissione delle carte di debito, dall’altro si assiste all’aumento delle commissioni sulle singole operazioni effettuate e a una intensificazione nell’operatività degli utenti. Secondo gli esperti, questi dati testimoniano una trasformazione nello scenario dei servizi bancari, dovuta anche alla digitalizzazione e all’evoluzione delle abitudini di gestione del denaro.
Costi dei conti correnti tradizionali: dinamiche e fattori di crescita
Le spese legate ai conti correnti tradizionali sono influenzate da diversi elementi. I dati più recenti raccolti da Bankitalia segnalano che, se da una parte sono calati i canoni di base e le spese associate all’emissione delle carte di debito, dall’altra parte aumentano le commissioni medie applicate alle operazioni, soprattutto a causa di una maggiore frequenza d’uso del conto da parte della clientela. Questo scenario dipende anche dal crescente ricorso a servizi innovativi, come i pagamenti digitali e l’uso intensivo degli sportelli automatici, che hanno generato una variazione nelle modalità d’impiego del conto stesso.
Analizzando le principali componenti di costo:
- Canoni fissi: in diminuzione rispetto al passato, rappresentano comunque una voce importante nelle spese annue.
- Commissioni sulle operazioni: registrano un incremento dovuto sia all’espansione nei servizi offerti sia al maggior numero di transazioni per cliente.
- Costi accessori: come quelli relativi al rilascio di strumenti di pagamento aggiuntivi, tendono a stabilizzarsi o a ridursi nei classici pacchetti bancari.
Bankitalia sottolinea inoltre che l’aumento dell’operatività è uno dei principali fattori che giustifica la leggera crescita della spesa media. Le rilevazioni testimoniano anche una costante ottimizzazione dei servizi da parte degli istituti di credito per adeguarsi alle richieste di una clientela sempre più informatizzata, senza tuttavia trascurare la trasparenza e l’adeguamento alle policy normative vigenti, come previsto dal Testo Unico Bancario e dai regolamenti emanati in materia di trasparenza bancaria.
L’andamento dei costi nei conti correnti online e postali
I conti correnti gestibili interamente su piattaforme digitali rappresentano una quota crescente nel mercato bancario, determinando un impatto significativo nella media delle spese complessive. Nel 2024, infatti, la spesa media di gestione per un conto online è salita a 30,6 euro (in aumento di 1,7 euro rispetto all’anno precedente), pur rimanendo sensibilmente più bassa rispetto agli standard degli sportelli fisici. La crescita di questo settore è trainata da una riduzione dei prezzi unitari dei servizi, ma anche da un aumento nelle operazioni compiute dagli utenti digitali.
Per quanto attiene ai conti postali, l’ultimo rapporto mostra come anche in questo segmento siano aumentate sia le commissioni unitarie che l’operatività. In particolare, la spesa media di gestione è passata da 67,3 a 71,6 euro in un anno. Questo dato riflette l’attrattività dei conti digitali rispetto a quelli postali, specie tra i più giovani e le famiglie che cercano strumenti di pagamento smart, ma evidenzia anche come la maggiore offerta di servizi e l’incremento delle transazioni vadano di pari passo con un aumento delle uscite per i consumatori.
Ecco una sintesi delle cifre più recenti:
| Tipologia di conto | Spesa media gestione 2024 (euro) |
| Conti correnti tradizionali | 101,1 |
| Conti correnti online | 30,6 |
| Conti correnti postali | 71,6 |
Nel complesso, la spesa media ponderata delle tre tipologie si attesta su 85,3 euro, un valore in leggero calo rispetto al 2023 grazie all’aumento delle sottoscrizioni digitali che riequilibrano la crescita delle spese individuali.
Le spese di gestione nel tempo: analisi dell’aumento decennale
L’osservazione dell’ultimo decennio mostra una crescita del 23% nelle spese per la gestione dei conti correnti, in linea con i dati forniti da associazioni di riferimento come Codacons. Nel 2014 la spesa annua di gestione si aggirava intorno a 82,2 euro, mentre nel 2024 ha superato quota 100 euro per i conti bancari classici.
L’analisi delle componenti di costo rivela dinamiche differenziate:
- Le spese fisse, come canoni e tenuta conto, sono aumentate del 17,6%, passando da 55,6 a 65,4 euro.
- Le spese variabili (principalmente commissioni su operazioni ordinarie come bonifici, prelievi ATM e pagamenti), sono cresciute del 34,2%, da 26,6 a 35,7 euro.
Tale incremento, oltre che al maggiore utilizzo dei servizi digitali, è avvenuto a causa dell’aumento dei costi applicati sui prelievi ATM e l’adozione di strumenti di pagamento innovativi, ormai parte delle abitudini di milioni di italiani. Risulta evidente che l’attuale configurazione delle spese bancarie abbia subito l’influenza di una progressiva digitalizzazione e di una più ampia offerta di soluzioni per la clientela.










