Photo Credits: OmgTop5

Premessa: la seguente procedura è rischiosa e potrebbe invalidare la garanzia del telefono nel caso non vada a buon fine. Per stare tranquilli assicuratevi che la batteria del telefono sia carica almeno all’80%.

Se non avete mai sbloccato il bootloader (necessario per poter effetturare il root), sappiate che tale operazione effettua il wipe completo del telefono. Effettuate un backup delle foto, video, messaggi e quant altro prima di procedere.

Di cosa avremo bisogno:

  • Android SKD (link)
  • Nexus 5 USB Drivers (link alle istruzioni)
  • Recovery TWRP (link. Opzionale per per effettuare il root se avete Lollipop 5.0 e non 5.0.1)

Questa prima parte della procedura vale sia per effettuare il root sulla versione 5.0 sia per la versione 5.0.1. Per la 5.0.1 sarà necessario installare (almeno per ora) una recovery custom così come descritto nell’articolo.

Installazione SDK Slim

Per poter effettuare il root sul Nexus 5 avremo bisogno di alcuni tool che sono presenti nelle SDK di Android. Se non siete sviluppatori di app o se non avete mai effettuato il root del vostro Nexus, probabilmente, non le avete ancora installate sul vostro PC. Qui installeremo la versione “slim”, che contiene solo i tool necessari per la procedura.

  1. Scarichiamo le SDK da qui. Dovrete cliccare su “Download Now” più in basso come mostrato nello screenshot (ve lo dico perché in genere, questi siti, aprono pagine che fanno scaricare dei file .exe che non sono quello che cercavate ma potrebbero contenere malwares e quant’altro).rootnexus1
  2. Terminato il download, spostiamoci nella cartella dove abbiamo scaricato il file “zip” e estraiamolo in una posizione comoda (es C:\AndroidSDKSlim) e apriamo il “prompt dei comandi” (in Windows 7: Menu Start -> cerca -> “prompt dei comandi”).

Prima di continuare ulteriormente avremo bisogno di installare i driver del nostro Nexus 5 che ci permetteranno di utilizzare i programmi contenuti nell’SDK appena scaricata.

Installazione driver USB per adb/fastboot

Prima di tutto scaricate i driver da questa pagina: link.

Nella pagina, sulla destra, cercate il tasto azzurro con la scritta “Download Google USB Driver” ( vedi screenshot ).

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Attivazione modalità sviluppatore

Prima di installare i driver dovremo attivare la modalità sviluppatore sul nostro Nexus.

Per farlo andate in “Impostazioni > Info su telefono”, cercate la voce “Numero Build” (dovrebbe essere l’ultima) e iniziate a “tappare” ripetutamente su quest’ultima: Android conterà per quante volte abbiamo fatto tap fino a quando non apparirà la scritta “Adesso sei uno sviluppatore” (sul mio dispositivo è già attiva ed essendo non ripetbile, se non dopo un full reset, lo screenshot è preso in prestito da internet per farvi capire di cosa parliamo).

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Tornando al menù precedente, possiamo notare come sia stata aggiunta una nuova voce di menu dal titolo “Opzioni Sviluppatore”.

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Attivazione della modalità di debug

Per poter far riconoscere il telefono ai programmi delle SDK è necessario un ulteriore passaggio.
Entriamo nelle opzioni sviluppatore appena sbloccate e mettiamo la spunta sula voce “Debug USB”.

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Ora che abbiamo attivato la modalità di debug necessaria per i tool delle nostre SDK si può procedere con l’installazione dei driver USB. Potete fare riferimento alla guida ufficiale di Android: oppure, per chi non mastica bene l’inglese tecnico, a questa qui in italiano: link.

 

ADB

L’acronimo ADB sta per “Android Debug Bridge”. E’ un tool da utilizzare tramite una console di sistema e che permette di eseguire diversi comandi direttamente sul nostro dispositivo Android tramite l’interfaccia USB collegata al PC. Un “ponte” di comunicazione tra il nostro PC e il telefono.

 

Test dei driver

Per chi avesse seguito la guida ufficiale di Google, può verificare che i driver siano stati installati correttamente in questo modo:

  • colleghiamo il nostro Nexus 5 al PC con il cavetto USB in dotazione;
  • torniamo alla nostro “Prompt dei comandi” aperto in precedenza;
  • spostiamoci nella directory dove abbiamo scaricato le SDK;
  • entriamo nella directory “platform-tools” :
c:\AndroidSDKSlim>cd android-sdk-windows\platform-tools
  • Lanciamo l’eseguibile “adb.exe”, presente nella cartella, come segue:
c:\AndroidSDKSlim\android-sdk-windows\platform-tools>adb.exe devices

Se il risultato è simile a questo:

c:\AndroidSDKSlim\android-sdk-windows\platform-tools>adb.exe devices* daemon not running. starting it now on port 5037 ** daemon started successfully *

List of devices attached

02c53373091cc6f6         unauthorized

allora siamo siamo sulla buona strada.

  • sul Nexus dovrebbe essere ora presente una scritta chiede di consentire il debug USB dal PC a cui è collegato il telefono: date l’ok e selezionate la spunta “Consenti sempre da questo computer”.

rootnexus6

  • Diamo di nuovo il comando:
c:\AndroidSDKSlim\android-sdk-windows\platform-tools>adb.exe devices

Stavolta il risultato dovrebbe essere:

c:\AndroidSDKSlim\android-sdk-windows\platform-tools>adb.exe devices* daemon not running. starting it now on port 5037 ** daemon started successfully *

List of devices attached

02c53373091cc6f6         device

A questo punto siamo pronti per installare la nostra recovery, necessaria per effettuare il root del dispositovo.

 

Installazione di una “recovery custom” (opzionale)

Capita spesso che, per eseguire il root, si debba installare la così detta “recovery custom”. La “recovery” di Android è un software installato su tutti i telefoni e che convive con il sistema operativo. E’ una modalità di funzionamento che permette di eseguire alcune operazioni per ripristinare il telefono in caso di malfunzionamenti (ad esempio effettuare il reset completo del telefono). Da una recovery è anche possibile installare aggiornamenti “ufficiali” (in formato “.zip”) oppure re-installare l’intero sistema operativo.

Per poter portare a termine la nostra procedura di root avremo bisogno di installare, dalla recovery, un file “.zip” non ufficiale. Di conseguenza dobbiamo cercare di ovviare al limite imposto dalla recovery standard di Android.

Una “recovery custom”, oltre a permettere le operazioni standard di una recovery, permette anche l’installazione di aggiornamenti e moduli non ufficiali. Saremo, in questo modo, in grado di aggirare le limitazioni del sistema e di installare il nostro “.zip” ottenendo finalmente i permessi di root.

La recovery è utile anche per altre cose: avremo anche la possibilità di installare le così dette ROM cucinate (cioè non originali e spesso ottimizzate per un certo tipo di utilizzo con i permessi di root già ottenuti) ma anche di effettuare un backup totale del telefono per poi ripristinarlo in caso di guai ( ad esempio se il telefono non si avvia più; vedi sopra 😉 ). Ma adesso cominciamo.

Fastboot

Fastboot è un altro tool compreso nelle SDK e che, come ADB, funziona tramite la riga di comando. Come già visto, serve ad eseguire alcune operazioni sul boot loader come il riavvio del telefono, lo sblocco del boot loader etc.

Sblocco del bootloader

La nostra recovery risiede in uno spazio di memoria riservato e per accedervi dobbiamo sbloccare il “boot loader” del nostro Nexus 5.

Il “boot loader” è un software che viene avviato prima del sistema operativo (Android appunto) e che sa con precisione in che modo questo deve essere caricato. Una spiegazione da Wikipedia: link.

Attenzione: lo sblocco del bootloader comporta l’invalidazione della garanzia e la cancellazione (il cosiddetto full wipe) di tutti dati del telefono. E’ consigliabile fare un backup delle app e di musica, foto e video che avete memorizzati sul telefono. Sarà comunque possibile bloccare di nuovo il boot loader per riportare il telefono in una condizione coperta dalla garanzia.

Per poter sbloccare il boot loader del nostro Nexus 5 procediamo in questo modo:

  • avviamo il telefono in modalità “fastboot”:
    • se il telefono è acceso spegniamolo;
    • una volta spento premiamo contemporaneamente Tasto Volume giù + Tasto di accensione e li teniamo premuti fino a quando non apparirà sullo schermo una grande scritta verde con scritto “Start” e un androide nel mezzo;
  • quando avviamo in modalità “fastboot”, windows proverà ad installare altri driver. La procedura di installazione dovrebbe andare a buon fine senza problemi;
  • apriamo la console e spostiamoci nella cartella dove si trova “adb.exe” che abbiamo eseguito in precedenza;
  • digitiamo quanto segue:
c:\AndroidSDKSlim\android-sdk-windows\platform-tools\>fastboot.exe devices

 

Se l’installazione del driver è andata a buon fine dovreste avere un output simile a questo:

c:\AndroidSDKSlim\android-sdk-windows\platform-tools>fastboot.exe devices02c53373091cc6f6         fastboot

 

Questo vuol dire che il nostro Nexus 5 è stato riconosciuto da fastboot;

  • ora possiamo sbloccare il bootloader eseguendo il seguente comando:
c:\AndroidSDKSlim\android-sdk-windows\platform-tools\>fastboot.exe oem unlock
  • sul telefono dovrebbe apparire un messaggio che chiede di confermare lo sblocco del bootloader. Confermiamo premendo il tasto per alzare il volume e subito dopo il tasto di accensione;
  • Se tutto è andato liscio, possiamo concludere l’operazione di installazione di unlock eseguendo il comando:
c:\AndroidSDKSlim\android-sdk-windows\platform-tools>fastboot.exe reboot
  • il vostro telefono ha ora il bootloader sbloccato. Complimenti! Possiamo passare ad installare la nostra recovery.

 

Installazione TWRP Recovery ver. 2.8.1.0

Andremo ad installare questa particolare versione in quanto, quelle più recenti, pare che possano causare qualche problema.

Iniziamo:

  • se non lo abbiamo ancora fatto, riavviamo il telefono in modalità fastboot come visto in precedenza;
  • scarichiamo il file “.img” della nostra recovery da qui: link;
  • copiamo il file nella stessa cartella dei platform-tools (dove sono “adb.exe” e “fastboot.exe”);
  • spostiamoci come al solito nel nostro adorato “Prompt dei comandi”, nella cartella dei nostri platform-tools ed eseguiamo:
c:\AndroidSDKSlim\android-sdk-windows\platform-tools>fastboot.exe flash recovery openrecovery-twrp-2.8.1.0-hammerhead.img

dove “openrecovery-twrp-2.8.1.0-hammerhead.img” è il file “.img” scaricato prima;

  • dovreste ottenere un output simile a questo:
c:\AndroidSDKSlim\android-sdk-windows\platform-tools>fastboot.exe flash recovery openrecovery-twrp-2.8.1.0-hammerhead.imgtarget reported max download size of 1073741824 bytessending ‘recovery’ (13988 KB)…

OKAY [ 0.569s]

writing ‘recovery’…

OKAY [ 1.105s]

finished. total time: 1.676s

  • sul telefono cerchiamo, utilizzando i tasti per alzare ed abbassare il volume, la voce “Restart booloader” e confermiamo con il tasto di accensione;
  • non appena il bootloader è stato riavviato cercate la voce “Recovery Mode” e confermate la scelta, ancora una volta, con il tasto di accensione.

 

Se avete seguito per bene tutti i passi, adesso dovrebbe presentarsi la schermata blue del TeamWIN (link) che ci conferma l’avvenuta installazione.

Nel prossimo articolo vedremo come effettuare il vero e proprio root utilizzando un Nexus 5 con Lollipop 5.0.


 

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