Non c’è solo la Cina di Huawei, Xiaomi e Oppo a farsi largo nel mercato degli smartphone. I recenti appuntamenti con la telefonia mobile hanno fatto da palco a realtà meno note ma altrettanto ambiziose. Vengono dall’Algeria, dall’India e dalla Croazia, e vogliono vendere i loro smartphone in Italia e negli altri grandi mercati dell’Europa occidentale. La società meglio posizionata per riuscire nell’impresa è l’algerina Condor, una realtà attiva nell’elettronica di consumo che fa parte del gruppo industriale – da 2 miliardi di dollari di fatturato – del magnate Abderrahmane Benhamadi. Condor vende smartphone e altri dispositivi hi-tech in 16 mercati tra l’Africa e il Medio Oriente, cui si aggiunge la Francia.

Lo smartphone top di gamma si chiama Allure

«Nel 2019 vogliamo rafforzare la nostra presenza a Parigi, e nel 2020 sbarcheremo in Italia e in Spagna», dice Benhamadi. Il modello di punta si chiama Allure e ha tutto ciò che piace in Occidente: schermo grande e senza cornici, fotocamera frontale a scomparsa, lettore di impronte integrato nel display, ricarica veloce e senza fili. Il processore non è il top, ma a queste basse fasce di prezzo non si può chiedere di più. E lo spazio per migliorare non manca: Condor ha tre centri di ricerca e sviluppo – in Cina, a Dubai e in Algeria – e ha in mente una formula precisa: sfruttare la manodopera a basso costo in Algeria, dove il salario medio è di 200 euro, e fare accordi con realtà italiane ed europee sul fronte del design.

Il punto è che mercato degli smartphone subisce la sua prima contrazione annuale da quando è nato, una decina d’anni fa su impulso dell’allora avveniristico iPhone di Apple. Nel 2018 in tutto il mondo sono stati messi in commercio 1,43 miliardi di dispositivi, il 5% in meno rispetto al 2017 secondo i dati di Strategy Analytics. Il settore sconta cinque trimestri consecutivi in calo, con l’ultimo – il periodo da ottobre a dicembre, stagione di acquisti natalizi – in diminuzione del 6%. A pesare sulle vendite sono la situazione economica e la saturazione dei mercati, ma anche il fatto che i dispositivi costano sempre di più e non sono abbastanza innovativi da suscitare il desiderio di comprare l’ultimo modello.

L’impatto negativo più consistente arriva dalla Cina, il primo mercato mondiale della telefonia mobile, dove il 2018 si è chiuso in flessione del 10%. Le aziende cinesi Huawei e Xiaomi, tuttavia, festeggiano crescite a importanti, mentre a perdere terreno sono le capolista Samsung e Apple. Stando agli analisti, Samsung nel 2018 ha consegnato 291,3 milioni di smartphone, seguita da Apple con 206,3 milioni e da Huawei, vicinissima con 205,8 milioni. Le aziende sul podio hanno però storie diverse.

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