Ritrovare la forma smarrita grazie a un braccialetto allacciato al polso che fa da personal trainer. Non solo si mette in moto non ci svegliamo al mattino, ma se opportunamente programmato, ci avvisa attraverso un segnale acustico o una vibrazione, che è ora di fare colazione e di iniziare a correre. Le funzioni assicurate sono svariate: la misurazione della distanza percorsa, del ritmo cardiaco, del numero di calorie bruciate, dell’intensità di esecuzione di un esercizio. Il passaggio dallo sport alla cura dell’alimentazione è decisamente breve.

Ecco allora che il braccialetto monitora la salute, dà consigli su quali e quanti cibi mangiare e suggerisce perfino il numero di ore di sonno di cui ha bisogno l’organismo. Si sa, a farla da padrone è spesso la pigrizia e la presenza di un motivatore, vero o virtuale che sia, può fare la differenza.

Boom degli smartband

Nuove tecnologie e wellness rappresentano una delle coppie più riuscite di questo periodo e i suoi campi di applicazione sono sterminati. Con un’attenta ricerca sul web è possibile scoprire la quantità di app per smartphone legate al benessere e alla salute. Se poi diamo uno sguardo alle periodiche classifiche delle più scaricate, si nota che quelle legate alle diete e allo sport sono sempre ai primi posti. Semplice curiosità o reale convinzione dell’utilità di un istruttore 2.0? C’è l’app che consente di tenere sotto controllo i propri allenamenti: tempo e resistenza sono quotidianamente segnati su un’agenda virtuale.

E c’è quella con tanto di tutor che spiega come fare gli esercizi. Vengono calcolati i chilometri percorsi nel caso di una corsetta o le calorie bruciate negli allenamenti più specifici. Sono molto scaricate anche le applicazioni per il benessere mentale che, con la musica in sottofondo, spiegano le posizioni dello Yoga. Le scelte non mancano, ma occorre stare attenti al rischio solitudine che si nasconde dietro l’angolo.

Sono i numeri a rivelare come gli smartband rappresentano un dispositivo sempre più ricercato anche in questo mese di novembre 2019. Si tratta di quei braccialetti per il fitness che contano i passi, calcolano le calorie bruciate, la distanza percorsa e monitorano le ore di sonno. Sono insomma più oggetti più specializzati degli smartwatch. Tutti gli smartband vanno abbinati allo smartphone, sia esso equipaggiato con sistema operativo Android o un iPhone basato sul software proprietario iOS. Questo consente, attraverso un’app dedicata, di regolarne le impostazioni e di leggere i dati approfonditi del monitoraggio.

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