Profili verificati per tutti, anche sulla piattaforma social che non sta vivendo la sua epoca d’oro, ma continua a essere utilizzata soprattutto da politici e personaggi dello spettacolo. Sembra uno slogan elettorale e in qualche modo potrebbe far parte di una campagna di Twitter per rifarsi una reputazione dopo il Russiagate e la circolazione delle fake news alle ultime presidenziali americane. La piattaforma – al pari di quanto visto su Facebook – sta pensando di estendere a più utenti il sistema della verifica, quel bollino che indica l’autenticità di un profilo solitamente attribuito a personaggi pubblici, e nel frattempo cancella migliaia di account che violano le regole del social network sullo spam.

In aumento i profili gestiti da bot

«Vogliamo essere uno dei servizi più affidabili al mondo e abbiamo molto lavoro da fare», ha spiegato l’amministratore delegato della società Jack Dorsey. Dopo i vip l’attribuzione dei profili verificati, una sorta di bollino di garanzia, si è nel tempo espansa a personaggi pubblici, media e istituzioni diventando quasi uno status symbol. Ma sembra che Dorsey sia disponibile a rilanciare, tanto che il sistema di verifica diffusa potrebbe essere messo in pratica a partire dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Nel frattempo, secondo il sito Buzzfeed, Twitter ha sospeso anche migliaia di profili popolari (con decine di migliaia o anche milioni di follower) accusati sia di rubare cinguettii di altri senza citarli sia di fare tweetdecking, cioè di retwittare a pagamento i post in modo da farli diventare virali. Questa pratica, in cui i gruppi in possesso di account con tantissimi follower mettono in vendita la loro potenza di fuoco sul social (diffusa anche in Italia), violano le politiche di Twitter sullo spam. Proprio un mese fa è caduta la prima scure del social network sui profili falsi: ha messo una stretta alla propaganda spam e a quegli account che twittano in automatico, gestiti da un software e non da persone in carne e ossa.

In gergo si chiamano bot e secondo un’analisi del 2017 dell’Università dell’Indiana sono circa 48 milioni sulla piattaforma. Nonostante diverse contromisure, il fenomeno delle notizie bufala sembra inarrestabile. Una ricerca negli Stati Uniti ha evidenziato che le fake news su Twitter corrono sei volte più velocemente rispetto alle notizie vere e hanno il 70% in più di probabilità di essere ritwittate. Da qui la volontà di porre un freno, considerata l’impossibilità di debellare il fenomeno.

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