Al momento, il bottino dei pirati informatici che hanno diffuso il virus Wannacry è stato piuttosto magro: circa 51mila dollari. Si tratta del denaro versato da chi ha ceduto al ricatto del computer infettato e bloccato dopo l’attacco hacker partito venerdì scorso e che ha colpito il sistema operativo Windows di oltre 200mila computer in circa 150 Paesi di tutto il mondo. Ieri è toccato alla Cina subire l’attacco di pirateria informatica, con 30mila sedi coinvolte, secondo le stime provenienti da Pechino. Europol, la polizia del vecchio continente, continua a ripetere di non pagare le cifre richieste dagli hacker. Il danno complessivo in Europa, dopo un bilancio di tre giorni, sarebbe molto limitato.

Mentre ancora si contano i danni del cyberattacco scatta l’ora delle polemiche. L’attacco arriva dal presidente di Microsoft, Brad Smith: «I governi non dovrebbero conservare software pericolosi che possono essere trasformati in armi da hacker senza scrupoli». L’indice del Ceo del gigante informatico è puntato contro Washington, e più in particolare contro gli 007 Usa. Secondo Smith, il virus Wannacry, ransomware che blocca il sistema operativo Windows chiedendo un riscatto per la riattivazione, è stato rubato all’agenzia di intelligence Nsa. «Abbiamo visto vulnerabilità conservate negli archivi della Cia finire su WikiLeaks e adesso questa, rubata alla Nsa, ha colpito clienti in tutto il mondo», ha scritto il presidente sul blog della società.

Il presidente russo Vladimir Putin non ha perso tempo nel cavalcare le accuse del management di Microsoft. «Il virus è nato dai servizi d’intelligence Usa, si ritorce contro i creatori». Ha voluto ribadirlo nel corso di una conferenza stampa che ha concluso il suo viaggio in Cina. «Non abbiamo nulla, assolutamente nulla a che fare» con i virus, ha sottolineato il capo del Cremlino, ricordando che è stata Microsoft a indicare nel Nsa la «fonte primaria» di Wannacry. Quanto alla situazione nelle reti informatiche russe, Putin ha assicurato che «non vi sono danni sostanziali né nelle istituzioni né nel sistema sanitario o bancario». Ma Europol ha spiegato che «è un po’ presto per dire chi ci sia davvero» dietro l’attacco.

Il dato positivo, ha evidenziato il portavoce dell’agenzia dell’Unione europea, è che non c’è stato il temuto lunedì nero. A cadere vittima dell’attacco anche i colossi giapponesi Hitachi e Nissan. In Cina colpiti 30mila network informatici. «È più un’azione di guerra psicologica che di crimine finalizzato al guadagno», ha detto l’esperto di sicurezza Andrea Zapparoli Manzoni. Intant il Daily Mail ha rivelato il nome del giovane esperto informatico che ha spiegato come fermare il virus Wannacry. Si tratterebbe del 22enne britannico Marcus Hutchins, diventato eroe per caso, e che adesso non nasconde di avere paura delle ritorsioni degli hacker. «In futuro potrebbero vendicarsi. Se sapessero dove abito, potrebbero farmi di tutto», ha spiegato il 22enne proprio al Mail.

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