Apple e Taylor Swift
Apple e Taylor Swift

TAYLOR SWIFT CONTRO APPLE PER IL SERVIZIO DI MUSICA IN STREAMING APPLE MUSIC – Gli amanti dei gossip non si saranno persi una delle “scaramucce” più note di questi giorni, quella tra la cantante Taylor Swift e Apple. La Swift, cantante pop statunitense, si è già espressa in modo negativo nelle scorse settimane riguardo il servizio di streaming musicale Apple Music, presentato al WWDC 2015. Il servizio Apple Music propone agli utenti tre mesi di prova gratuita durante la quale, secondo la Swift, gli artisti non sarebbero stati pagati. La cantante ha commentato l’iniziativa dicendo che la prova gratuita

È un periodo troppo lungo in cui non si viene pagati, e non è giusto chiedere a qualcuno di lavorare per nulla.

La delusione della cantante era tale da scrivere una lettera ad Apple, rifiutando di rendere disponibile l’ultimo album sul servizio di streaming musicale, stessa scelta fatta con Spotify. A seguito della polemica generata, Apple non ha esitato a rispondere, direttamente su Twitter dalle parole di Eddy Cue:

Taylor Swift e artisti indipendenti vi stiamo ascoltando. Apple Music pagherà gli artisti per ogni stream delle loro canzoni, anche durante il periodo di prova gratuita da parte dell’utente.

Nonostante la Swift abbia vinto, non sappiamo se il suo ultimo album verrà mai reso disponibile su Apple Music, ma ha comunque reso noto di essere molto felice della vittoria ottenuta e del sostegno da parte dei fan.

COSA OFFRIRA’ QUINDI APPLE – Alcuni giornalisti hanno contattato Eddy Cue, SVP of Internet Software and Services per Apple, per capire meglio come agirà con la questione dei diritti degli artisti. Cue ha confermato che Apple pagherà tutti gli artisti e detentori dei diritti durante tutto il periodo di prova per tre mesi, ma verrà concordata una tariffa più bassa per lo stream singolo durante il periodo gratuito, proprio perché non vi saranno introiti. Verranno invece pagate tariffe più alte, il 70% degli incassi, quando l’utente ascolterà dopo aver pagato un abbonamento. Questo cambiamento non è stato intrapreso dopo la polemica della Swift, ma era già stato deciso da Apple nelle scorse settimane.

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