WhatsApp è l’app più scaricata del primo trimestre 2019: tra gennaio e marzo è stata installata 223 milioni di volte. Si tratta dell’ennesima conferma per il software di messaggistica istantanea. Al secondo posto c’è Messenger, con 209 milioni di download. Anche in questo caso si tratta di un’app per la conversazione via web, incorporata da Facebook.

La top 5 delle app più scaricate nel corso dell’anno è evidentemente dominata dalle applicazioni controllate da Mark Zuckerberg, considerato che Facebook è quarta e Instagram quinta. Solo un’app riesce a inserirsi, terza: è TikTok, il social delle clip in playback. La rilevazione è di Sensor Tower.

Il caso del virus su WhatsApp

Non c’è alcuna sicurezza nelle chat o nello scambio di dati, immagini o conversazioni su WhatsApp. Nonostante la sua tecnologia sia considerata tra le più protette, grazie soprattutto al sistema di crittografia end to end, anche la più famosa applicazione per la messaggistica istantanea è stato bucata grazie a un punto debole nel sistema di chiamata vocale. A rivelarlo è stata la stessa compagnia californiana, secondo cui lo spyware ha infettato un numero imprecisato di smartphone con una semplice chiamata e senza neanche il bisogno che la vittima rispondesse.

La falla, rassicura l’azienda di proprietà di Facebook, è già stata riparata, ma invita gli utenti ad aggiornare la app e il sistema operativo. Lo spyware, programma spia che carpisce le informazioni già presenti sullo smartphone, ha un nome. Secondo il Financial Times è Pegasus, della Compagnia israeliana Nso Group, già implicata in diversi casi di infiltrazione negli smartphone di avvocati, attivisti per i diritti umani, dissidenti e giornalisti, compreso il reporter saudita ucciso in Turchia Jamal Khashoggi.

Lo spyware prende il controllo del dispositivo senza che l’utente se ne accorga e una volta infetti non la si può trasmettere ad altri. Diverse persone intercettate dal software, inclusi un amico personale di Kashoggi e Amnesty International hanno fatto causa alla Nso. La compagnia israeliana non ha smentito l’indiscrezione, limitandosi a far notare che il software viene venduto ad agenzie governative e forze dell’ordine, che sono responsabili dell’utilizzo.

Gli ingegneri messi in campo per capire che cosa sia accaduto hanno scoperto che le persone che sono obiettivo dell’infezione possono ricevere una o due chiamate da numeri che non conoscono, e durante la chiamata il virus viene installato. Il problema riguarda la app della chat WhatsApp sia per Android che per iOS e Tizen, il sistema operativo open source per i dispositivi mobile.

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