L’accusa è di aver tolto diverse applicazioni dall’App Store perché simili a Screen Time integrato in iOS 12. In buona sostanza offrivano funzioni di controllo parentale e di monitoraggio sull’utilizzo dell’iPhone e delle app in modo molto pressoché identico. Sotto osservazione c’è la funzione Tempo di utilizzo e app come Balance Screen Time di Moment Health e Smart Family di Verizon che permettono ai genitori di bilanciare i vantaggi della tecnologia con attività pensate per favorire l’apprendimento e la crescita dei più piccoli.

Ma per la società di Cupertino le cose non stanno proprio così e la ragione della rimozione o della limitazione è un’altra: il rischio privacy e sicurezza degli utenti.

La posizione di Apple sulle app di Parental Control

Nell’ultimo anno – fa presente Apple – la multinazionale della mela morsicata si è accorta che molte di queste app utilizzavano una tecnologia invasiva chiamata Mobile Device Management, o MDM, che permette a terzi di controllare un dispositivo e accedere a informazioni sensibili come la posizione dell’utente, l’uso delle app, gli account di posta, le autorizzazioni della fotocamera e la cronologia internet.

All’inizio del 2017 ha avviato uno studio sull’utilizzo della tecnologia MDM da parte degli sviluppatori in ambiti non aziendali e, sulla base dei risultati raccolti, a metà dello stesso anno ha aggiornato le linee guida.

La tecnologia MDM ha usi legittimi. In ambito aziendale permette alle imprese di avere un maggiore controllo sui dati e l’hardware di loro proprietà. Ma quando un’app per consumatori privati installa un controllo MDM sul dispositivo di un cliente, questo comporta dei rischi altissimi oltre a costituire una chiara violazione delle policy dell’App Store. Al di là del controllo che l’app stessa può esercitare sul dispositivo dell’utente, la ricerca ha dimostrato che i profili MDM potrebbero venire utilizzati dagli hacker per accedere ai dispositivi con intento doloso.

A detta di Apple, i genitori non dovrebbero essere costretti a rinunciare alla privacy e alla sicurezza per placare i loro timori sull’uso dei dispositivi da parte dei figli.

In seguito alla scoperta di queste violazioni alle linee guida, la società di Cupertino ha informato gli sviluppatori interessati dando loro 30 giorni di tempo per inviare un’app aggiornata, così da poter restare sull’App Store. La maggior parte ha rilasciato degli aggiornamenti per adeguare le proprie app alle policy. Chi non lo ha fatto è stato rimosso dall’App Store.

Per Phil Schiller, vicepresidente per il product marketing di Apple, lo store è stato creato per fornire un marketplace sicuro e dinamico dove sviluppatori e imprenditori possono presentare le proprie idee a utenti di tutto il mondo, e dove gli utenti possono avere la certezza di trovare solo app conformi agli standard di Apple in materia di sicurezza e responsabilità.

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