Iliad mette le mani avanti sull’ipotesi di accordo tra Tim e Vodafone su 5G e torri. In una lettera inviata ad Agcom e Antitrust l’operatore francese, sbarcato nel mercato italiano nel 2018, mette nero su bianco, secondo quanto risulta a Radiocor, la necessità di monitorare gli effetti di un’eventuale intesa tra Tim e Vodafone in modo da non ledere la concorrenza. Per Iliad inoltre bisogna evitare che si creino, con l’alleanza tra i due operatori mobili, ostacoli ai piani di sviluppo previsti dal gruppo nel nostro Paese.

Vodafone, conti in rosso

Da parte sua Vodafone chiude in rosso i conti del primo trimestre, appesantiti dalla cessione di Vodafone India, e decide di tagliare i dividendi per il 2019. Nello stesso tempo però conferma gli obiettivi fissati per l’anno in corso ma in Borsa questo non basta e il titolo chiude in calo del 3,75% a 126,84. Nel dettaglio, su scala globale, il gruppo telefonico inglese ha chiuso l’anno fiscale 2018/2019 con ricavi a 43,7 miliardi di euro, in calo del 6,2% su base annua.

Al 31 marzo, data di chiusura dell’esercizio, si registra inoltre un risultato negativo per 7,6 miliardi di euro, rispetto all’utile di 2,7 miliardi dello stesso periodo del 2018, principalmente dovuta, come spiega la stessa società, a una perdita legata alla cessione di Vodafone India e a perdite di valore.

L’operatore telefonico low cost Iliad – stando a quanto si legge nel rapporto di Mediobanca sul comparto delle telecomunicazioni – ha provocato una perdita del fatturato di Tim, Vodafone, Wind Tre per circa 300 milioni di euro.

L’impatto di Iliad si è fatto sentire anche sul fronte dell’Arpu, ossia dei ricavi medi per unità. I 2,23 milioni di clienti acquisiti dalla compagnia francese hanno portato a una progressiva accelerazione nel calo dell’Arpu di tutti gli operatori, spingendo anche Telecom Italia e Vodafone a creare un secondo brand low-cost – Kena e ho. – con un generale calo dei prezzi.

Telecom Italia è il principale operatore in termini di fatturato, con numeri sempre rilevanti anche se in riduzione: nel giugno 2018 si tratta del 52% del mercato nella telefonia fissa, del 44,7% degli accessi broadband e del 31,2% nella telefonia mobile, superando in quest’ultimo caso nel primo semestre 2018 il Gruppo Wind Tre e tornando a occupare la prima posizione.

Il sorpasso è principalmente dovuto alla performance delle sim not human collocate da Telecom Italia, cresciute a 8,5 milioni rispetto alle 6,1 milioni di fine 2016 tant’è che la Wind Tre continua ad essere market leader per le solo sim human.

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