Con il nuovo sistema operativo Android Oreo destinato a catturare l’attenzione da qui alla fine dell’anno, potrebbe passare il secondo piano la distribuzione in corso di Android 7 Nougat e dei successivi aggiornamenti correttivi. Già, perché il rollout è costantemente in corso sui device dei vari Samsung, Huawei, Sony, LG, HTC e coinvolge, non senza una punta di sorpresa, anche dispositivi per cui non era stato annunciato il supporto. Come il Samsung Galaxy S5 Neo, i cui possessori stanno adesso ricevendo la notifica della disponibilità dell’ormai ex major release Android 7.0 Nougat da scaricare via OTA direttamente dal proprio device. Vale la pena far notare come i primi dispositivi coinvolti siano quelli con firmware G903WVLU1CQH4.

Tra l’altro lo stesso aggiornamento (A520FXXU2BQH4) Android 7.0 Nougat è da qualche giorno in rollout anche per Samsung Galaxy A5 (2017). Che il periodo sia fecondo di novità appare con chiarezza dalla disponibilità di una nuova patch di sicurezza di agosto per Samsung Galaxy Note 4, a ridosso di pochi giorni dalla presentazione del modello di punta, il Note 8. Stando a quanto riferito dal produttore, il software è utile non solo per la correzione di bug e la riparazione di errori di programmazione, ma anche per portare a un livello superiore la stabilità e assicurare maggiore velocità. Non ci sono attese da mettere in conto per gli utenti italiani poiché l’update è già scaricabile via OTA. Di conseguenza occorre seguire le istruzioni della notifica o procedere manualmente seguendo il percorso Impostazioni -> Info sul dispositivo -> Aggiornamenti software.

Reputazione Samsung a rischio?

I problemi per Samsung sono evidentemente altri. Cinque anni di prigione per corruzione, spergiuro e appropriazione indebita: è arrivata a Seul l’attesa sentenza a carico di Jay Y. Lee, vicepresidente ed erede designato di Samsung Electronics. Il figlio del presidente Kun-hee Lee, secondo l’accusa che aveva chiesto 12 anni, avrebbe versato una tangente da oltre 38 milioni di dollari all’ex presidente Park Geun-hye. Il processo, durato sei mesi, è partito dallo scandalo corruzione che ha travolto il governo e portato alle dimissioni di Park. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Lee avrebbe fatto avere il denaro a una collaboratrice della presidente, Choi Soon-sil, per ottenere vantaggi a favore di Samsung. Il pagamento avrebbe incluso un corso di equitazione in Germania per la figlia di Choi, del valore di oltre 6 milioni di dollari.

Da parte sua, Lee ha sempre negato di avere mai cercato favori politici: il rampollo dell’impero della telefonia, nella sua testimonianza, ha detto di conoscere poco le società affiliate al di là del business dell’elettronica e ha assicurato che non partecipava ai processi decisionali del Gruppo. Il suo legale ha già annunciato di voler ricorrere in appello. Insieme a Lee sono stati condannati anche altri ex dirigenti, tra cui l’ex responsabile del corporate strategy office Choi Gee-sung, considerato un mentore di Lee, eChang Choong-ki, condannati entrambi a 4 anni. Molti cittadini hanno atteso la decisione esponendo cartelli e sventolando bandiere davanti al Tribunale.

Ora il timore è che la sentenza possa avere ripercussioni sulla reputazione del colosso sudcoreano che è stato fondato quasi 80 anni fa dal nonno di Lee e ha una capitalizzazione di mercato di circa 395 miliardi di dollari. Ma gli analisti non temono un impatto, almeno nel breve periodo. Karissa Chua di Euromonitor International non prevede che la sentenza «avrà molto impatto sulla reputazione di Samsung come società e sulle vendite del Galaxy Note 8». L’agenzia di rating Standard & Poor’s fa sapere che la decisione del Tribunale non intacca il giudizio su Samsung.

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