La dipendenza da giochi su smartphone esiste. A certificarlo sono stati gli stati membri dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’assemblea generale ha rivisto la lista che include la dipendenza dai videogiochi come un disturbo di salute mentale. Si tratta dell’elenco, chiamato ICD-11, preso in considerazione dalle nazioni quando pianificano strategie di sanità pubblica. Come argomentato dalla stessa Oms, gli studi suggeriscono che il disturbo del gioco colpisce solo una piccola parte di chi si dedica alle attività di gioco digitale o di videogiochi.

Tuttavia, le persone che partecipano ai giochi dovrebbero essere attenti alla quantità di tempo dedicata, in particolare quando si tratta di escludere altre attività quotidiane.

Come riconoscere la dipendenza da videogiochi

La comprensione di ciò che rende le persone malate e che alla fine le uccide è al centro della mappatura delle tendenze al fine di decidere come programmare i servizi sanitari, allocare la spesa sanitaria e investire nel miglioramento delle terapie e della prevenzione. Ecco allora che l’Organizzazione mondiale della sanità aggiorna l’ICD-11 sulla base dei progressi della scienza e della medicina. Ci ha pensato il giornalista Rintaro Hosokawa a riferire che l’organizzazione ha ulteriormente definito i sintomi della malattia.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le persone coinvolte non sono in grado di controllare da soli il tempo, assegnando la massima priorità ai giochi e continuando nell’attività videoludica per oltre 12 mesi.

In sintesi, secondo l’Oms la dipendenza da videogiochi si riconosce dall’incapacità di controllare l’attività di gioco (esempi: intensità, durata, capacità di concludere, contesto), dall’assegnazione della priorità ai videogiochi al punto da metterli davanti agli altri interessi e alle attività giornaliere, dalla prosecuzione dell’attività a prescindere da conseguenze negative, al punto da tradursi in disturbi della personalità, problemi familiari, sociali, educativi e occupazionali.

Come spiegato da Robert Jakob, Team Leader, Classifications Terminology and Standards dell’Oms, un principio chiave in questa revisione è stata la semplificazione della struttura di codifica e degli strumenti elettronici per consentirà ai professionisti sanitari di registrare le condizioni.

A intervenire sulla questione è stta anche Lubna Alansari, Assistente alla direzione generale della misurazione della salute, secondo cui l’ICD è una pietra miliare delle informazioni sulla salute e l’ICD-11 fornirà una visione aggiornata dei modelli di malattia.

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